Testimonianze


Lascia una tua testimonianza
inviando un messaggio a:
testimonianze@ricordaremichele.it


22.04.10

Salve a chi mi leggerà,
Mi chiamo Valentina, ho 24 anni e ho una tetraparesi spastica dovuta a un trauma da parto.
Dai 4 ai 10 anni sono stata seguita dal Prof. Bottos che è stato per me più di un medico, più che amico.
Mi recavo a mestre tutti i giorni per fare fisioterapia seguita dai suoi sapienti consigli .
Ricordo che un giorno io subii un delicato intervento ed essendo molto piccola il Dott. mi accompagno fino in sala operatoria e ridendo e scherzando mi tenne la mano fino a che non mi addormentai, al mio risveglio lo ritrovai li.

Gli anni passarono e io crescevo volendo a tutti i costi camminare, anche male ma camminare.
Un giorno lui mi disse: "Meglio vedere una bella donna in carrozzina che una donna storta in piedi" era il suo modo per dirmi che non avrei mai camminato, ma io e i miei famigliari non volemmo accettarlo e ce ne andammo. Non lo rividi mai più.

Con gli anni capimmo che aveva ragione e forse avrei una vita migliore ora se l'avessi ascoltato, l'ho cercato ovunque e solo ora apprendo della sua morte.
Non so esprimere ciò che provo e spero che mi perdonerà.

Valentina

01.11.08

Ciao Sono Chaimaa
Una mia maestra sichiama letizia
La Voglio  Per lunedi
aBita Ravenna
io sono alla scuola olivetti
Mi Manca Tantissimo Triste Emoticon Triste Emoticon Triste Emoticon Cuore infranto Emoticon Cuore infranto Emoticon Cuore infranto Emoticon
Sono Disabele

Chaimaa

sono io chaimaa con il mio casccheto

una casa a ravenna
aliverci

elhairchaimaa@libro.it

23.08.08

Una tesi di laurea...

questo è il dono che mi sento di offrire a colui che un giorno mi disse brava...

a colui che sapeva in qualche modo prendere coscienza della tua condizione esistenziale diversa e non te lo faceva pesare....lo stomaco non si stringeva nella morsa del dolore, nel suo studio era possibile respirare, ance se la diagnosi poi non era leggera e ti comprometteva un'esistenza...

A lui che ricordava il mio nome a distanza di mesi, pur non riuscendo a trovare la mia cartella clinica, a lui che apprezzava le qualità e te lo dimostrava semplicemente dicendolo....

Oggi divento anch'io una dottoressa in Scienze della Formazione...

Così ne ho approfittato per dimostrare che i tuoi principi rimangono nel per sempre della vita... con affetto.

 

Rosaria Mirate

15.05.08

Colmare le distanze fra casa e ospedale, fra protocolli e progetti per la persona, fra scienze assistenziali e riabilitative... sciogliere i nodi... ci si prova.
Care amiche, amici, mi farebbe piacere condividere in questo sito dove si incontrano protagonisti a vario titolo: persone disabili, operatori... uniti dal desiderio di percorrere le tante vie della ripresa, di una possibile qualità di vita, fosse solo di equilibrio. Come l'esperienza che accludo, pur vissuta da infermiera, con un approccio globale alla persona, anche riabilitativo, questa volta condivisa con un collega.

A proposito di dolore, di monitoraggio del dolore... molti ospedali si dotano di questo strumento affidandolo poi ad unità semplice come quella della terapia antalgica e non ad un'unità multidisciplinare cui affidare la valutazione del dolore e le sue molteplici cause, rispondendo in modo appropriato a ciascuna di esse: una risposta per ogni dolore. Per esempio, se durante il periodo ospedaliero avessero chiesto a Marco (vedi testimonianza allegata) se aveva dolore.. come avrebbe potuto rispondere di no? E quale sarebbe stata la soluzione? Una compressa immagino. Ma ci sono altre strade, normali, di buon senso, scientifiche. Ma mai, dico mai, vengono battute, eccetto che da pochi matti, come ho scelto di essere io, a volte non da sola.

Documenti allegati (formato Word):   dolorelettera.doc  -   A Casa.doc

Un caro saluto.

Leda Cossu

12.02.08

Ho avuto modo di conoscere molto poco Michele Bottos personalmente, invece ho appreso molto dai suoi insegnamenti, dal suo libro, dai suoi amici collaboratori, dai miei pazienti che si erano rivolti a lui; alcuni, vedo, hanno già lasciato il loro ricordo ed anch'io sento di farlo. Anni fa avevamo un centro studi composto da una trentina di fisiatri, ad Avellino e ci riunivamo quasi settimanalmente per approfondire gli argomenti inerenti al nostro lavoro quotidiano. Molti incontri furono curati da una nostra giovane amica, Gabriella,  ed abbiamo approfondito tutto ciò che Bottos aveva magistralmente intuito nella cura riabilitativa delle P.C.I. L'estate successiva un nostro collega, anche lui si chiama Michele, ci raccontò di ritrovarsi in una spiaggia con Bottos al suo fianco, ci disse della sua estrema gentilezza,della sua umanità, della sua simpatia ... accrescendo il concetto che per noi era quasi un mito!

Purtroppo ho lasciato la Campania, dove mi sono specializzato, per ritornare in Sicilia e sembra che il centro studi sia adesso solo un caro ricordo, questo soprattutto dopo la recente scomparsa di Gabriella. Raccogliamo il testimone e.... continuiamo a correre anche per loro!


Nicolò Rosario Inglese

13.01.08

Sono sempre io a scriverti Rosaria una bimba che ti ha visto poche volte, due o al massimo tre.
Ma che da adulta, da ragazza, ti porta con sé nel suo cuore ricordandoti in ogni traguardo in ogni obiettivo raggiunto dedicandotelo.
Alzo gli occhi al cielo e con un bacio ti mando tutta la felicità del sentire e del provare che le tue parole si siano avverate nel mio presente.
Pur vivendo un handicap e non potendo camminare come gli altri la mia intelligenza è prevalsa su tutto, su tutti.
Tu sei stato il primo a comunicarmelo a modo tuo, in un modo che solo Michele Bottos sapeva, difficile da spiegare, da comunicare, perché intriso di empatia, di sensazioni che vanno al di là della semplicità.
Ahimè ti ricordo anche nei momenti tristi in cui la mia patologia si fa sentire più delle altre volte in cui il dolore fisico mi strugge e vorrei tanto parlare con te dottore perché tu nelle mie gambe ti ci immedesimavi, riproducendo i miei passi alla perfezione, i miei atteggiamenti che mi distinguevano dagli altri bambini.
Non ti dimentico né ora né mai

Rosaria

05.02.07 E' trascorso circa un anno e mezzo dall'ultima testimonianza che ho scritto e sono cambiate molte cose da quel giorno e avrei tanto voluto che il grande Bottos ne fosse stato a conoscenza... Con molta gioia sono riuscita a prendere la patente e rendermi indipendente... Ma la cosa più bella è che anche grazie alla mia personale scelta di iscrivermi al corso di sostegno presso la mia università (Scienze della Formazione primaria) sono riuscita ad acquisire maggior consapevolezza rispetto alla mia diversabilità, sono un pochino più forte riesco a comprendere maggiormente la mia corporeità... Sono fortemente convinta che ad aiutarmi in tutto ciò è stato anche questo grande uomo che credeva nelle potenzialità di una ragazzina e per primo, a suo modo, lo ha dimostrato...
oggi a ventidue anni io gli do' ragione anche i portatori di handicap possono e devono auspicare ad una buona qualità di vita... Grazie.

Rosaria

11.01.07 Ho conosciuto Michele Bottos al liceo "Marco Polo" di Venezia, dove (fine anni '60) lui era due anni avanti a me, nella sezione A in classe con i vari Fabio Brotto, Andrea Tessier, Alberto Gallas (anche lui recentemente scomparso), Elia Banon, Nordio, Parrino, Romieri, Passoni, Maschietto..
Non era nel gruppo dei miei amici più stretti, ma brillava per la simpatia, l'allegria e l'apertura umana.
Apprendere (e con tanto ritardo) della sua morte mi ha molto rattristato. Solo ora poi ho appreso dei suoi grandi meriti nel campo della riabilitazione infantile. Spero solo che questa morte non gli abbia impedito di trovarsi nel momento supremo morto in grazia di Dio
Lo ricorderò nelle mie preghiere.

Franco Damiani
Docente di lettere al liceo scientifico di Camposampiero (PD)

08.05.06
Quando, ormai dieci anni fa, mi accinsi ad entrare nell'ambulatorio delle Cave, a Padova, dove la pediatra di mia figlia, mi aveva consigliato di recarmi, per una visita fisiatrica, avevo il cuore in gola
Entrai in un edificio, che allora apparve ai miei occhi freddo, grigio e anche spaventoso, e aspettai il  mio turno. Nello stesso ambiente, erano appoggiate nel pavimento "tubi" di gommapiuma, sedie a rotelle piccolissime, strumenti per fisioterapia... io , intimorita, mi chiedevo "dove son finita?!", la mia bambina non è "anormale".
Sara, aveva qualche mese, era affetta da piede destro valgo; teneva male il piede, nonostante la paziente ginnastica che affianco alla pianta del piede, io, premurosa, le eseguivo. Allora conobbi il Dott. Bottos. La prima impressione fu molto strana. Mise Sara sopra un materassino, e la osservava in silenzio. Passarono alcuni minuti così. Mi piacque immediatamente, lo stimai all'istante. Tornammo, io e Sara, con papà, e ancora, ringraziavamo dei preziosi consigli, il dennis-Brown, che dovevamo applicare alle gambine, per migliorare  la posizione.,,,,
Non so per quale motivo, mi sono imbattuta in questa pagina.... eppure il destino mi ha portata qui, a scoprire soltanto ora, che Michele non c'è più.
Sono molto triste, ora. Prego per lui e per tutta la sua famiglia.
 
Emilia di Lorenzo
01.05.06 Tortolì, 23/04/2006
Anche se sono passati due anni il ricordo della grande umanità e professionalità del dottor Bottos è sempre viva in noi.
La riconoscenza per le cure prestate a Francesco e per l'aiuto morale dato a noi genitori si rinnova ogni giorno col trascorrere del tempo.
Alla famiglia che ci accolse fraternamente durante il primo incontro nel febbraio del 1998 ed ai collaboratori tutti che sono sempre stati sensibili e disponibili ai nostri problemi vogliamo rinnovare il nostro sentimento di gratitudine.
 
Giovannina Busia e Marco Congiu
26.04.06 Ho conosciuto Michele Bottos nelle vesti di docente di un corso Bobath. Era il lontano 1987 e ci trovavamo a Venosa.
Ricordo la straordinaria competenza di medico riabilitatore e l'inconsueta chiarezza dei suoi argomenti.
Ricordo anche un viaggio verso Potenza con l'auto che non voleva saperne di procedere in salita; la meraviglia del dottor Bottos nel veder apparire Potenza all'improvviso come in una conca circondata dai monti.
E' stata una gran ricchezza conoscerti.
 
Enzo Guardascione
15.02.06 Caro Michele,
non ho mai scritto ma ho sempre letto nel tuo sito.
Ti ho parlato interiormente e tu....sento che mi hai perfettamente risposto.
Di ritorno da Reggio Emilia, però, mi è venuta una gran voglia di dirti chiaramente e far sapere a tutti che mi manchi.
Sento d'esser orfano in un mondo variabile e volubile.
Sento forte la tua assenza nei modi negli sguardi nei comportamenti di chi c'è ed opera, a volte, dimenticandosi della Persona, che tu mi hai insegnato a scoprire e valorizzare nelle situazioni più opache ovvero tanto complesse.
Caro Michele mi manchi. Quest'anno poi.....che la Fiore ha battuto l'Inter.....da lassù sarai contento!
Ora che Giorgio è lì con te, potrete darci più input, potrete cooperare meglio per guidare le nostre menti a ricordarci di te, di voi.....di difendere la Persona che c'è in ognuno.
Ti voglio bene.
 
Antonio Bortone
08.12.05 Grazie mille dottor Bottos per tutto ciò che hai fatto per il mondo della disabilità.
Oggi ho ventun'anni sono trascorsi circa dieci anni da quando sono entrata per l'ultima volta nel suo studio,non dimenticherò mai la sua grandezza d'animo, il suo modo di fare mai scontato e la sua capacità di donare tanto,di saper guardare... più che osservare di saper cogliere l'interiorità di ognuno inteso come diverso che ha sue potenzialità che possono, devono svilupparsi in riferimento alle abilità che ognuno potrebbe avere.

E' ciò che il dottor B. mi ha insegnato e oggi mi ritrovo qui con un handicap ma con tanta voglia di fare e questo lo devo anche alla sua umanità, perché grazie alle sue parole di padre, più che di medico, ho iniziato a credere più in me stessa e nella mia sfortuna mi ritengo fortunata,di aver potuto incontrare una persona eccezionale, che ha dato nella sua semplicità un valore immenso alla disabilità

GRAZIE
rosariamirate.@.virgilio.it

07.09.05 “L’amico fedele che non ha prezzo”

L’amico “che si ama in ogni tempo”: in vita come in morte; l’amico che ha lasciato eredità di affetti non pochi; l’amico che con tutti fu sempre prodigo di aiuti, di consigli, di suggerimenti, di incitamenti a ben fare, di esortazioni a meglio operare; l’amico pronto ad ascoltare, a capire le ragioni di chiunque si rivolgesse a Lui, ad intessere con loro dialoghi ora amicali, ora discorsivi, ora professionali: sempre, però, liberatori di tensioni psichiche, o di energie compresse.
Con tutti, ma massime con i suoi piccoli e meno piccoli amici disabili, con le loro famiglie, con i loro “curatori”: pediatri o fisiatri che fossero. E sempre con fare intelligentemente umile e sommesso: segno di grandezza d’animo, di retto sentire, di beninteso altruismo.
E’ per questo, e per molto altro ancora, che “quelli” di SFIDA (Sindacato Famiglie Italiane Diverse Abilità) lo vogliono ricordare, a tutti coloro che lo amarono, nel segno di una amicizia che, radicata nel passato, viva nel presente, continuerà a testimoniare di Lui anche nel futuro.

Dino di Tullio e Andrea Ricciardi
Segr. Nazionale Aggiunto SFIDA e Segr. Nazionale SFIDA

18.08.05 Vorrei augurare Buon Compleanno a Milvia da questo sito di incontri di amici del dr. Bottos.
Milvia e il dottore si sono conosciuti a Mestre molti anni fa. Di lei ho già parlato in questo sito. Con la mamma e la sorellina Milvia è ancora all'Avana per riabilitazione. Festa grande in casa sua stasera, ci sarà Alberto Granado, l'amico del Che, per lei solo nonno. Con la moglie Delia e tutta la famiglia in città. Molti terapisti di riabilitazione, medici e infermieri, terapisti sociali. Mara sta cucinando da ieri.
Chissà quando Milvia potrà tornare a Mestre, quando arriverà un altro Bottos a scuotere il lungo sonno di questi anni e riportare la speranza ad essere di casa in città.
Un saluto alle donne e agli uomini che diventano portatori di speranza in questa particolare e bellissima relazione umana che si chiama riabilitazione della persona.
Leda
24.04.2005 E' trascorso un anno, e spesso quando la ritrovo tra i miei pensieri, gli occhi mi si riempiono di lacrime.
Lorenzo il 13 gennaio è stato operato, un operazione quasi di routine per un tetraplegico ma rischiosa per le varie patologie che affliggono Lorenzo.
Lei con la sua tenacia aveva insistito anni ...... e purtroppo quella mattina di gennaio, al 13° piano dell'Ospedale Maggiore fisicamente non era con noi, ma sono sicura che Lei era lì presente con il suo sorriso, con i suoi movimenti continui con la sua immensa bontà.
Grazie di cuore dott. Bottos
La mamma di Lorenzo
21.04.2005 Caro Michele (perché sempre mi sei stato ed ancora mi sei CARO),
sto impazzendo cercando di comprimere in poche righe, per il convegno, tutto quello che eri in grado di fare con il tuo lavoro e con il tuo.. essere MICHELE!!!
Tutto inutile…è impossibile…eri troppo per poter essere semplicemente raccontato…ANDAVI VISSUTO.. ed io sono stata una delle tante fortunate che ha avuto al fortuna di averti vissuto.
Cerco continuamente di trovare frasi o aneddoti che possano far comprendere, a chi non ha avuto la mia stessa fortuna, quale fosse la tua essenza, la tua sostanza.. Mille ricordi si affollano nella mia testa vuota e uno più degli altri si fa prepotente e riesce a guadagnarsi il titolo di “ricordo significativo”
…sono senz’altro un’illusa ma, seppur nella consapevolezza di quanta poca giustizia renda un ricordo, credo che questo pensiero dipinga bene lo spirito che animava Michele…

Antefatto: la prima volta che ho visto Michele camminava vorticosamente attorno alla sua scrivania, con una mano infilata nella tasca dei pantaloni (solo oggi mi rendo conto di quanto io sia affezionata a questa sua immagine che sento così familiare) e l’altra appassionantemente “legata” alla cornetta del telefono.. Aveva perso il portafoglio!!! Pensai che fosse un evento eccezionale questa sua indomabile ipercinesia, legata all’oggetto smarrito. Presto mi sono sono resa conto di quanto, in realtà, quella fosse la normalità, la sua normalità…da quando lo conosco è stato in grado di perdere mazzi di chiavi, frontalino dello stereo, un numero inverosimile di numeri telefonici, videocassette di ogni genere, relazioni, cartelle, ecc..

Ma, questo è il ricordo che volevo condividere, una cosa Michele (anche nel caos, nella frenesia, nella distanza, o in qualunque condizione) non scordava mai: IL NOME DEI SUOI PAZIENTI!!! Ad ognuno di loro era legato un episodio particolare, o un argomento distintivo (ricordo la FIORENTINA come argomento gettonato), una battuta, due parole che consolidavano un rapporto di fiducia (condiviso con tutti i pazienti ma unico) che era alla base di un progetto…potevano passare mesi tra una visita e l’altra ma il nome dei suoi bimbi Michele non lo scordava mai..
E visto che i ricordi servono a poco spero che sarò in grado di far vivere Michele a chi non l’ha vissuto proprio vivendo e agendo la sua attenzione, il suo entusiasmo e la memoria spesa là dove era fondamentale…
Mi manchi “entropia”,

Annarosa

18.04.2005 Partecipare al momento di ricordo di michele al termine del corso convegno internazionale del 16 aprile è stata per me una delle esperienze più belle che ho fatto da quando mi sono separato da lui sul Coglians il 24 aprile scorso.
Soprattutto perché mi ha confortato aver capito che michele ha seminato bene, e scoprire la qualità collettiva e individuale del gruppo che ha raccolto il suo testimone e dimostrato di aver gambe per camminare anche da solo lungo il "suo" cammino. La mia formazione professionale e la mia esperienza non mi permettono di capire e giudicare fino in fondo la qualità dei contenuti espressi, ma mi consentono di percepire da alcuni segnali (livello di partecipazione quali-quantitiva, taglio e qualità dei riconoscimenti di alcune tra le più rappresentative figure del settore, coinvolgimento dell'utenza...) ciò che consente di definire un'esperienza come "di eccellenza".
Un'altra prova di quanto dico è stata l'apprendere che sta per partire quel nuovo centro che sarà un riconoscimento e un consolidamento di questa eccellenza (e speriamo uno stimolo per altre situazioni)
La prima qualità dell'esperienza bolognese sta nel sistema che siete e dentro al quale ognuno di voi ha il suo ruolo. Questo è un importante riconoscimento non solo della competenza e del ruolo di trascinatore di Michele, ma della sua capacità di fare gruppo e creare occasioni di crescita per chi ha lavorato con lui. Per questa "consolazione" che mi avete dato voglio ringraziarvi veramente tutte/i, con una citazione particolare per le tre persone che, per quello che già sapevo e per quello che ho visto e sentito, mi appaiono decisive nell'aver creato questa continuità, questo arricchimento, questo spirito di gruppo: Lucia, Annarosa e Roberto.
Una seconda cosa mi ha confortato. Vedere Emma molto presa nella gestione di questo avvenimento, che sapevo (e ho visto) quanto sia stato per lei bello e difficile, importante e forse temuto. Mi ha passato (e credo ha passato a tutti i presenti) ancora una volta una grande emozione. Ma era contenta: vorrei allora augurare qualcosa alla sue giornate che seguiranno, quelle nelle quali il calo della tensione della ribalta lascia spazio ai ricordi ed ai pensieri. Saper usare la difficile serenità che l'ha sostenuta e approfittare dei contenuti positivi che le sono venuti da questa occasione come un momento importante, di svolta, nella certo non conclusa elaborazione del suo lutto. L'anno prossimo può essere quello del passaggio verso il primo livello di una diversa normalità. Forse chiedo molto, ma è una della consolazioni che vorrei avere da quest'anno.

Mario Santi

14.03.2005 Ciao caro dottore,
sono Jacopo, ti scrivo perchè mi manchi molto e siccome ogni volta che parlo di dottori penso a te, mi rivengono in mente i bei momenti (anche se pochi) passati insieme, alle tue "cure miracolose" e alle battute fatte insieme sulla Fiorentina o sulla Roma contro Juventus, Lazio e Milan.
Io penso che quando una persona viene a mancare, sul mondo terreno rimane il suo ricordo e la sua anima.
Personalmente io mi servo di quella per comunicare con te. Un po' di mesi fa sono andato a Bologna e alla notizia (per me gravissima) della tua morte improvvisa ho detto: "no, non può essere non è vero, non ci credo...." e sono scoppiato a piangere dallo sconcerto e dal dolore.
Dal quel momento io ti ricordo con tanto affetto e ti ringrazio profondamente per quello che sei riuscito a fare per me.
Non ti dimenticherò mai e ti vorrò sempre molto bene ricordandoti con molto affetto.

Jacopo "il campione"

03.03.2005 Testimonianza

Ho scoperto proprio oggi il sito dedicato a Michele Bottos. Per anni abbiamo lavorato insieme e abbiamo condotti tanti corsi insieme, e... si.... anche corsi Bobath, il primo a Senegalia (Marche) il secondo a Rovigo, il terzo a Castelfranco, veneto, poi Foggia, Venezia, Bruxelles, Venosa, Dusseldorf, corsi di aggiornamenti con la signora Jenny Bryce, Adriano Ferrari, Brazelton ecc... lavorare con Michele era sempre une sfida, impegnativo, a volto facevamo lezione solo per noi dué!! poveri corsisti!!, erano messi da parte. Lo ringrazio di avermi fatto scoprire tanti grandi della riabilatazioni italiani, come Milani e comparetti, ma anche personnaggi fantastici come Marcello Piero. E vero che la scoperta con Michele della laguna di venezia è indimenticabile, sia con mia figlia Maïlé al sole di mezzo girono che sotto la pioggio con Berry Brazlton.
Il nostro incontro è stato un stimolo reciproco, a volte conflituale ma sempre molto fertile. L'importante è di fare parte della famiglia decisa di portare un cambiamento nel miglioramento della gestione di questi bimbi con un sviluppo diverso deglie altri.
Si la morte è solamento un cambiamento di livello di coscienza.. un altra dimenzione di vita, in un altro universo...le personne no moiono mai...siamo solamento di passaggio qua...basta non prenterlo troppo sul serio. Grrazié Michele sono stato onorato della tua vita e di conoscerti.

Pablo Beelen
Dir of the Bobath Centre.
Senior Bobath Instructor.
International Consultant lecturer.
Psycho-Biological reprogrammation

14.02.2005 Questa è per ora l'ultima puntata su Milvia, ragazza mestrina a Cuba per riabilitazione.
C'era una lettera sul Gazzettino dell'Ulss su Milvia, diceva di aver fatto un progetto per Milvia e che né la madre, né la famiglia l'avevano accettato. Non era così.
Milvia ha ora avuto la possibilità di prolungare di altri 6 mesi le terapie a carico del Governo cubano. Mestre a carico del 3° mondo.
Sono 450 gli italiani a Cuba per curarsi, decine di Mestre.
"C'erano una volta" luoghi come l'Ospedale di Riabilitazione al Mare, al Lido di Venezia, ora non ci sono più, l'acqua della piscina era comunque fredda per Milvia, ma molti disabili, post traumatizzati ne usufruivano.
Le madri con bimbi disabili spendono milioni per il logopedista, spesso è un terapista che lavora da solo, a Cuba invece lavorano col reparto di specialità maxilo-facciale, con la chirurgia... un altro modo di interagire fra specialità, un continuo reciproco aggiornamento ad personam. Per non parlare delle tecniche di riabilitazione respiratoria, Milvia ne ha usufruito per mesi, in Ospedale e a casa.
Nel Veneto non esiste un Dipartimento di Riabilitazione. Ci hanno provato le associazioni dei cardiopatici senza successo. La riabilitazione costa e la cronicità ancora di più. Ogni malato cronico che voglia curarsi diventa una sfida, inaccettabile per i più... Questo non significa che non bisogna intervenire. Persone come Milvia e la madre Mara ci costringono a farlo. Perché chiedono, chiedono, chiedono... e ottengono quasi solo dalla solidarietà popolare.
Il Comune pochi mesi fa ha concesso dopo oltre due anni una parte delle ore di assistenza di cui godeva Milvia a Mestre, accettando il fatto che non poteva fatturare.
Con la speranza di mantenere acceso "lo sdegno e il coraggio", come diceva Sant'Agostino, un cordiale saluto, Leda

- mi piacerebbe molto leggere storie di riabilitazione in questo sito, di soluzioni multidisciplinari, di investimenti pubblici in questo ambito....

14.02.2005 Amicizia

Il vento che soffia in un solo verso è affetto, un diario, un gioco di prestigio, una carezza fatta con il cuore aperto, una luna che ti proteggerà, un sacrificio fatto con solidarietà e dolcezza, sapersi mettere alla prova ed accettare i propri errori, una disponibilità condivisa, una mente spersa nel buio della notte che chiede aiuto e che non esiterà a ricambiarlo, un legame che mai tramonterà, un dono speciale che sempre ti aiuterà, l'amicizia ti aiuterà a capire le diversità, l'amicizia è il segreto della vita.

Caterina

28.01.2005 Vita

Cos'è la vita...
La vita è un bambino che nasce,
la vita è un bambino che cresce,
la vita è felicità,
la vita è tristezza,
la vita è sofferenza,
la vita è solidarietà,
la vita è serietà.

La vita è il sorriso di un bambino sofferente, la vita è il cuore di una ragazza innamorata, la vita è un libro che non finirà mai e sempre continuerà, la vita è una lettura infinita.

Caterina

25.12.2004

Viviamo tempi di grandi cambiamenti, sperimentiamo il bisogno di appartenenza, sicurezza, l'identità è un valore.... uno spazio di confine fra noi e gli altri... da rendere vitale ogni giorno anziché con la difesa e il conflitto con l'apertura, il dialogo, l'incontro, una convivenza non solo civile... anche amorevole.

“Appartenenza/Differenza”

“Appartenenza” è un luogo
da cui partire, di protezione, gruppo.
“Io”, “La Famiglia”
“Il mio Pensiero, la mia Città, il mio Partito”
Radici di un sentire, cari linguaggi .
La vita dentro pulsa, mette tutti in cammino.
Fermarsi, appartenere solo…è un po’ morire.
“Appartenenza”… è solo una partenza,
la meta vera si chiama “Vita… Differenza”.

“Uguali e Differenti”…
di abilità, di genere, di specie, di cultura…
L’indicazione è al bivio:
“Bene Comune” “Incontro” ed anche “Vicinanza”.

Omologarci? Riconosciamoci invece...
Creiamo dialogo, ponti.
Urgono slarghi, piazze, centri diurni...
persone al centro. Progetti di gran cuore.
Luoghi interiori, culle per molti incontri,
per riciclar risorse, scambiare preziosi saperi,
per riconoscerci amici.

Leda Cossu

Un pensiero amorevole a quanti si incontrano fra loro per amore delle persone, a quanti fra noi vediamo e non vediamo, pur sempre tra noi

Occasione d'amore

Bimbo che nasci in tenda, capanna, strada
Culla preziosa.
Occasione d’amore.
Porti oggi ed allora
colori, suoni, identità, radici
Profumo acceso di ceppi differenti

Riluci Vita, chiama,
pastori e re in cammino
“uguali e differenti”
esperienze di incontri
di confini vicini.

 

Leda Cossu

 

21.12.2004 Ciao a tutti,
ho un attimo di tempo finalmente per scrivervi, per scrivermi e soprattutto per scrivere a Michele. Non sono abituata ad utilizzare la tecnologia per esprimere i miei sentimenti ma penso che in questo momento sia il mezzo migliore perché non so se riuscirei a dire tutto ciò che sto per scrivere.
Sono arrivata al CDNIn un po’ di tempo fa. La prima persona che mi ha accolto è stato Michele. Mi ricordo benissimo di quel momento. Arrivai nel suo studio un po’ intimorita. Mi avevano parlato di quest’uomo geniale ma un po’ “folle”, ma nessuno mi aveva raccontato il suo mondo ne tantomeno la sua umanità.
Era seduto dietro la sua scrivania con il pc acceso, vedevo le sue mani che picchiavano sui tasti, il suo sguardo rivolto verso il monitor.
Io parlavo….gli chiedevo se potevo iniziare un’esperienza al CDNIn, se potevo acquisire un po’ del suo sapere, se era disposto ad insegnarmi. Lui stava in silenzio…ed io non sapevo cosa pensare. Era lì….serio…..silenzioso….quasi schivo…mi sembrava infastidito…..poi ad un certo punto mi ha guardata……si è aperto improvvisamente il suo viso in un coinvolgente sorriso e mi ha detto “Vieni qui solamente se non sei tifosa della Juve!!!”….ed io ho spudoratamente mentito!!!!
Mi ha aperto le porte del suo mondo ed io ne sono stata totalmente assorbita….Il giorno dopo ero lì con lui che mi faceva conoscere il suo modo, così bello e pieno di amore, di prendersi cura dei suoi “bambini”….mi diceva “Se qualcuno mi avesse detto che avrei lavorato giocando non ci avrei creduto…”, Lui che stava seduto per terra con i giochi in mano e che osservava i suoi piccoli pazienti, li accarezzava, li consolava…Ho iniziato ad amare il suo modo di visitare, quel modo così sincero di parlare, di fare, di sorridere a volte anche di rimproverare….quella sua fiducia incondizionata negli uomini….quel suo modo di esprimere le sue idee come quel giorno che decise di non scioperare per visitare i suo piccoli pazienti ma andò in giro tutto il giorno con un foglio attaccato sul maglione con su scritto “sono in sciopero”…
Accanto a lui tante persone stupende
….Annarosa….mi ricordo bene quando ci siamo conosciute. Michele mi aveva chiesto di togliere un gesso ad un bimbo ed ero li tutta intenta….sei arrivata tu…con la tua minigonna e il tuo splendido sorriso.…penso che ci siamo riconosciute subito.…due facce della stessa medaglia…..immediatamente ed irrimediabilmente amiche.…penso di essere entrata come un “vulcano” (hai presente l’Etna!?!)…nella tua vita come tu nella mia….
….Lucia…la “dolce e dura”, Lu…mi ricordo la tua espressione di rimprovero quando qualcosa non andava per il verso giusto…ti voglio molto bene…forse molto più di quello che tu puoi immaginare....mi fai morire quando ti arrabbi…sei una delle poche persone che si arrabbiano veramente con il cuore….lo stesso cuore che metti nel lavoro….
….Annalisa…mi dispiace molto di averti telefonato io quella sera…ne avrei fatto mille volte a meno…non sapevo come dire e soprattutto cosa dire…quando mi hai detto che eri in mezzo ai bimbi ho capito che sicuramente non c’era posto migliore per ricevere una simile notizia…sapevo che ci sarebbe stato qualcuno li accanto a te che con un sorriso ti avrebbe consolato….
….Nicoletta…il riccio dal cuore morbido…penso proprio che tu sia così…sembri più dura di quello che sei….ti ho conosciuto la prima volta quando sono venuta su al bellaria con Michele…mi parlava di te da diversi giorni…ha fatto di tutto per averti al CDNIn…un’altra dimostrazione della caparbietà di Michele….ti ho rivista dopo un po’ di tempo….con gli occhi rossi e lo sguardo triste…insieme a noi tutti…spaventata dal futuro senza il nostro “Michele”….molti di noi ti devono ringraziare per non esserti tirata indietro…anzi di aver cercato di portare avanti il lavoro nonostante tutto….
….Luisa mi fai morir dal ridere con il tuo accento bolognese…tu che con la tua semplicità spesso arrivi al nocciolo delle questioni…senza girarci tanto attorno…tu che hai sempre un parola….ed eri li che non sapevi cosa dire….
….Simona….che sei arrivata da poco ma è come se fossi qui con noi da tanto…sei molto dolce e soprattutto brava…
….Robi…quante telefonate ti ho fatto prima di cominciare a frequentare al CDNIn…e tu che mi rispondevi con tono professionale…è buffo pensare quanto sei in realtà diverso da quello che sembri…quel giorno ti ho trovato li davanti alla porta e non sapevo cosa dire…mi hai abbracciato e ho sentito tutto il tuo dolore per il tuo amico Miki….
….e tutti voi del CAT…mi avete accolto con tanto calore…siete diventati i miei amici….la “mia famiglia” qui a Bologna…vi stimo molto per il lavoro che fate e…..…basta così..….forse è già troppo!!!!

Un ultimo pensiero a Michele…sei e rimarrai sempre nei nostri cuori…sei e rimarrai sempre il mio maestro e il mio amico…Ti voglio bene…Michele.

Francesca

07.12.2004 Ho conosciuto Miky, a Cortina nel 1959. Siamo stati amici.
Mi manca e ho capito che è cominciato il mio autunno della vita.
Ricordi, sorrisi e botte. Sciate e gite sulle dolomiti. Scherzi di capodanno.
E ora lacrime ma non rimpianti. Ha vissuto intensamente. Ciao.
Erica
30.11.2004 Ogni qualvolta devo recarmi e presentare i disturbi di Manuel, penso sempre al Dott. M. Bottos che senza troppi giri di parole visualizzava subito il problema di Manuel e si rivolgeva a noi direttamente senza promesse.
Finora tutto quello che ci aveva spiegato si è avverato.
Chissà d'ora in poi quante favole ci racconteranno e chi ci aiuterà seriamente a rendere Manuel autosufficiente.

24.11.2004 Di frequenze e tirocini il corso di laurea di uno studente in medicina è costellato ed anche inflazionato... così mi preparavo ad uno dei tanti presso il C.D.N.In.
Mi presento con il kit che pensavo avrebbe reso felice ogni primario:camice stirato ed immacolato, stetoscopio, martellini e righelli vari, invece mi trovo di fronte ad un Omino, Sorridente, con il pullover rosso che nella vita faceva l'incantatore di bambini. Il PC era aperto sul tavolo, butto l'occhio ed appare una scritta che usava come screen saver: "...L'Indispensabile è invisibile agli occhi.."
Ho riletto quella frase ogni giorno di quel tirocinio nel suo lavoro, lavoro che cercava di insegnarmi con grinta e tenerezza e che giorno dopo giorno diventa sempre più anche il mio.
...il kit del dottore monodose l'ho dato indietro caro Michele
..da ora in poi solo maglioni colorati...
grazie ad ancora grazie Piccolo Principe
Verusca
09.11.2004 Caro dottore, ti ricordo con tanto affetto perchè sei stato la persona a cui voglio più bene dopo la mia famiglia.
Grazie per avermi aiutato e fatto camminare: 6 unico al mondo.
Ti vorrò sempre tanto bene come ho fatto fin ora, non ti dimenticherò mai.
Jacopo Mariani - Cisterna di Latina
08.11.2004 Stavo recensendo il vostro sito dopo un po' di tempo che non ci passavo e ho letto la notizia.
Mi dispiace moltissimo, sia per la perdita di un grande professionista che di una persona molto simpatica ed alla mano. Sono sicuro che tutto l'ambiente abbia perso un punto di riferimento.
Anche se, purtroppo, in ritardo, esprimo tutto il mio dispiacere e vi faccio veramente sentite condoglianze. Ciao.
Massimiliano Navacchia
03.11.2004 Ciao, mille grazie di tutto quello che ha fatto per me, hai reso la mia vita migliore e sei sempre stato molto gentile e disponibile.
Sono molto dispiaciuto per la tua scomparsa e porgo sentite condoglianze alla famiglia.
Un abbraccio affettuoso alla moglie e ai suoi bambini.
Marco Boninsegna


A destra, io Marco Boninsegna sulla carrozzina elettrica che ho potuto adoperare
dopo l'intervento di neurochirurgia progettato dal dott. Bottos e realizzato dalla
sua Equipe 5 anni fa a Bologna.

03.11.2004 Anche Marcello Pierro ci ha lasciati.
Sempre più soli e sgomenti ci ritroviamo a ricordare gli amici, ammirati l'uno dell'altro e leali. Abbiamo conosciuto il prof.Pierro soprattutto come straordinario docente ed abbiamo capito cosa lo legasse idealmente a Michele: come lui era un combattente, coinvolto corpo ed anima, un pioniere appassionato del suo lavoro.
Viene spontaneo affermare che questo particolare modo di essere medico e riabilitatore con quest'ultimo addio rischia di divenire sempre più raro nella scena italiana...
Siamo molto vicini al dolore e condividiamo smarrimento ed angoscia per il futuro dei colleghi di Marcello Pierro, certi però che la condivisione degli obiettivi e degli strumenti sia il patrimonio inalienabile con il quale proseguire il cammino.
Un abbraccio particolare a Francesca Romana Cappelli dall’équipe del Centro Disabilità Neuromotorie Infantili "Michele Bottos".
Lucia Sciuto
11.10.2004 Come ci eravamo ripromessi scendendo dal Coglians a luglio, ci siamo ritovati.
I quindici sono divenuti trenta, la montagna e l'estate sono diventati la casa di nani a costabissara e una giornata autunnale luminosa e cangiante, con pioggia e sereno.
Il ricordo di Michele, dopo il suo primo compleanno senza di lui, ci ha accompagnato con le occasioni ufficiali - quelle della medicina di montagna di cui ci ha parlato Giorgio, quelle di riflessione medica specifica, di cui ci ha parlato rosi - e con quelle più intime che molti di noi si sono scambiati su di lui, sui momenti passati insieme e su quanto ci fanno ancora pensare. E immaginando con affetto grande Emma ed ai ragazzi, che hanno "superato l'estate", l'estate più difficile, e ora ci piace pensare in un cammino ancora tanto difficile, ma almeno un po' più in discesa ...
Abbiamo pensato che vogliamo continuare a vederci. Michele non ti smentisci, ed hai ancora creato un gruppo ...
Vorremmo rendere stabile l'appuntamento in montagna d'estate. L'indicazione che è stata fatta è quella di andare ancora le prossime volte, tra i monti del Friuli dove tu sei.
Magari in un posto dove possa venire sia chi vuol fare un'ascensione sia chi vuole semplicemente ritrovarsi ...
Ci penseremo la prossima primavera, e intanto continueremo a sentirci, alcuni di noi andranno in montagna insieme anche quest'inverno ...
Mario Santi - Venezia

Eccoci nella foto tutti insieme. Adulti bambini e cani ...
27.09.2004 Ciao Michele, ci manchi tanto ma sei sempre dentro di noi.
Oggi 27/9 è e rimane per noi il giorno del tuo compleanno. Auguri ovunque tu ti trovi, sappiamo in cielo, ma ci piace anche pensarti sui monti, oppure nel tuo studio, oppure in treno, auto, aereo in uno dei tuoi tanti viaggi con i testi di studio dietro, ma anche emergere dall'acqua della piscina dove nuoti o pedalare in bicicletta per città con il pensiero di come migliorare il problema del traffico.
Ci piace pensarti che stai festeggiando il tuo compleanno con Emma, Giacomo, Elia, Francesco, Costanza ai quali ci stringiamo, in particolare oggi, per festeggiarti.
A presto, caro Michele.
Enrico, Elisabetta
23.09.2004 Non dimenticherò mai e poi mai quello che hai fatto per me.
Jacopo
13.09.2004 Vi invio le foto di Milvia a Cuba per riabilitazione, di Mara la mamma, Madeline la terapista e Nonno Granado amico del Che. Lo stesso dello scritto "un viaggio improvviso" che avete collegato al sito.
Inviatovi dopo aver letto del manifesto nello studio del dr. Bottos di cui parlava Lucia, terapista, in un post di testimonianza.
Attuale in questo periodo per il film "I diari della motocicletta".
Per tener "calda" l'idea di una riabilitazione integrale, alla persona. Con l'augurio di trovare in Italia ciò che Milvia, non solo lei, è costretta a cercare altrove.
Della difficoltà fisica, o della malattia dovrebbe rimanere solo la fatica, le cose imparate. Perchè malattia e cura coincidano con il lavoro, la ricerca e l'umanità che vi cresce accanto, piuttosto che con la sofferenza subìta.

    

ciao, Leda-Mestre

06.09.2004 Words fail me - a special person, a special friend, a loving father and husband...... a unique human being who contributed so much in so many ways..... a star seems to have gone out, but yet a star still shines brightly - the memory that is him.......our friendship spanned 26 years, never forgotten...... fondest love,
Margaret - University College London
26.08.2004 Caro dottore, ti ricordo con tanto affetto perchè sei stato la persona a cui voglio più bene dopo la mia famiglia.
Grazie per avermi aiutato e fatto camminare: 6 unico al mondo.
Ti vorrò sempre tanto bene come ho fatto fin ora, non ti dimenticherò mai.
Jacopo Mariani - Cisterna di Latina
19.08.2004 Un filo ci unisce al cielo, come una strada a doppio percorso di marcia... si viene, si va.
Agosto, mese di stelle cadenti. Un'altro motivo per guardare il cielo. Per sentire vicino anche ciò che materialmente non è percepibile, ma c'è. Per questo invio una poesia e una storia.
Un saluto alla famiglia del dottor Michele Bottos e a tutti i suoi collaboratori che ne continuano le motivazioni professionali e ideali.
Sono certa che ogni persona che nasce, che poi incontriamo nella vita, ha in serbo dei doni per noi. Talenti, doni della sua nascita, doni di compleanno. Che ci dà in modo consapevole, o solo grazie al fatto che l’abbiamo incontrata. Ci aiuta a crescere, ci insegna delle cose. Nulla di quello che succede a lei e a noi avviene per caso. Scrive con noi la storia della nostra vita. Una storia che non conosciamo prima, che accogliamo giorno per giorno. Non sappiamo quanto dura e perché. E anche quando non c’è più vuole essere ricordata con dolcezza.
Chiunque si prenda cura di un altro essere umano esprime un sentire “materno”, lo aiuta ad esprimersi, sviluppare i suoi talenti. Sperimentare la vita. Anche se non è una madre gli dà la possibilità di incarnarsi, di prendere possesso del suo corpo, come per una nascita. .

Una stella

Quando un bambino nasce
lascia sola la sua stella
Porta con sé la luce,
la parte sua più bella

La sua luce gli serve
a illuminare la via,
per farsi ritrovare,
per stare in compagnia

Quando ritorna in cielo,
la sua luce risplende
e ci ricorda sempre…
che una stella non si perde

(dedicata ad una ragazza che una sera di novembre guarda le stelle in cielo con nostalgia per una persona cara che non c’è più)

La Storia del Compleanno (non solo per i bimbi)

C'è una bella storia che la maestra dell’asilo di mio figlio raccontava e racconta ancora.
Nel giorno del compleanno di ciascuno, la maestra li mette tutti in cerchio e racconta sempre la stessa storia per ognuno ed ogni volta i bimbi rispondono come se fosse nuova.
“In un grande cielo blu, pieno di stelle, bimbi ed angeli giocano assieme.
Ogni tanto un bimbo dalla sua stellina guarda la terra e gli cresce dentro il desiderio di scendere.
Buon Dio chiede, vorrei scendere sulla terra per conoscerla.
Bene risponde il buon Dio, dovrai scegliere un papà ed una mamma.
Il bimbo cerca di qua, cerca di là, guardando i papà sulla terra: questo no è troppo grasso (e finché la maestra racconta i bimbi ridono come matti), quello no perché è troppo lungo (e giù a ridere), quello ha i capelli troppo lunghi, quello ha la pancia, quello ha le braghe che gli scendono.......
Poi finalmente il bimbo vede il suo papà: è bello, ha i capelli neri, gli occhi....e gli dice: papà cerchiamo una mamma.
Lo prende per mano e cerca di quà cerca di là, vedono una mamma che ha il grembiule fino ai piedi; quella non ci piace, poi una mamma con i baffi, una mamma che ride troppo, una mamma che non ride mai ......
Finalmente trovano una mamma carina carina……(e giù particolari..)
Allora il buon Dio affida il bambino ad un angelo dalle grandi ali che lo aiuta a scendere sulla terra e gli starà sempre vicino, anche se non lo vede. A questo punto cantano una canzoncina che parla della discesa, della casetta che appare tra gli alberi…..”

L’atmosfera del Compleanno

I giorni che precedono la nascita di un figlio tornano ogni anno, ogni genitore avverte l’approssimarsi della data, soprattutto le madri. Spesso sono loro che puntano l’indice per ricordarci questo e quello. L’atmosfera del compleanno torna ogni anno per tutti noi. Per ogni persona cara.
Una nascita è una cosa grande. E’ il senso del nuovo, dell’attesa, del far spazio nella nostra vita che torna puntuale come un Natale.
Anche quando siamo adulti. Quando stiamo male. Soprattutto quando non riusciamo a comprendere, a farci ragione di un evento e dovremmo metterci di più in attesa, in ascolto. Con la fiducia magica nella nascita.

Leda Cossu

26.07.2004 In 15: Stefano Casotto + Loris, Roberto e Lisa; Emanuela Martelli, Giorgio Colombari, Marco Bassi, Franco “roccia”; Mario Santi, Gianna Pettenà, Nicoletta Battistel, Grazia Negro, Stefano Polato, Bepi Zambon, Nani Prampolini.
Tante persone di tanti posti diversi, tutti insieme … non è facile conoscersi … un po’ di diffidenza, timidezza, amor proprio; c’è una cosa che ci unisce tutti; peccato che non c’è più.

Michele ci manchi molto, ma venendo oggi quassù la tua immagine si è schiarita nuovamente e lassù eri certamente più vicino a tutti noi.
Giorgio Lele Marco Franco e tutti gli amici di Bologna

Sono contenta di essere venuta quassù perché ho capito la tua gioia in montagna in questi luoghi aspri e affascinanti del tuo Friuli. Voglio ricordarti così caro Michele
Gianna

Sei stato per me un compagno di avventura, continuerà ad essere così
Bepi Zambon

Pensavo che questa uscita mi avrebbe consentito di “chiudere” qualcosa dentro di me; di rendermi conto in modo definitivo, non cosa o come era successo, ma che era successo. Forse di aprire un’altra fase, di capire come il tuo ricordo mi accompagnerà ora …
Ho trovato belle sensazione, e molti le hanno provate con me, perché ce lo siamo detti. Venuti in 15, spesso conoscendoci poco o nulla, abbiamo progressivamente e con piacere in un giorno e una notte scoperto la facilità, la voglia, la semplicità di stare insieme. Abbiamo percorso questi luoghi belli e aspri, che ci spaventavano perché ti hanno voluto fermare.
Mi sono sentito immobile e confuso nel luogo dove ti ho trovato. Poi, andando su, ho provato un senso di mistero, incredulità e rimpianto che questo possa essere successo a te e qui. Questi terreni visti oggi non parevano poter spaventare il Michele forte e che mi diceva di sentirsi finalmente bene di quel fatale 24 aprile … Il pensiero è andato al mistero e al difficile rapporto che ognuno di noi ha con i suoi limiti. Ma mi fa arrabbiare sapere che questo ti è successo dopo che il ragazzo spericolato aveva lasciato il posto ad un Michele finalmente capace di pensare di salvaguardarsi per amore dei suoi cari ….
Insieme abbiamo fatto un po’ di foto in vetta e lungo il percorso, e insieme abbiamo maturato il desiderio di vederci ancora, forse perché ognuno ha provato quella rara sensazione che si ha quando si sente di avere attorno delle persone “ricche”.
Allora vuol dire che è vero. Hai avuto una capacità di relazione e una curiosità per gli altri che si sviluppano ancora, negli incontri di chi ha avuto occasioni di conoscerti. In questa curiosità e in questa voglia di comunicare ti sentiamo con noi, ed è una bella presenza.
Mario Santi

02.07.2004 Questo albero è dedicato a Michele che amava sfidare i monti e superare le difficoltà insieme a noi.
Grazie Michele

    

Le operatrici e gli utenti del Centro Fava (Bologna)

01.07.2004 E vero????!!!
E troppo dificcile acettare cuesta notizia, non lo so, non so ni anche che pensare; non ho avvuto la fortuna di conoscere al dott Bottos, no in persona; credo avverlo conosciuto un poco atravverso del suo libro, nei ultimi anni la neurorehabilitazione infantile a perso due grandi amici: Vojta e allora Bottos, nei ultimi anni avveva una sola luce Bottos e il suo inmenso lavvoro, per tutti cuanti avviamo un poco di interese per auitar ai bambini disabiliti e soppratutto in rischio di svilupar una disabilita, el lavvoro de Bottos e una guida tan grande, avviamo la speranza di tener la forza di volonta per seguire il camino. Non parlo italiano, ma il dott Bottos atravverso il suo segretario, mi avveva fatto un grande favore: inviarme una fotocopia del suo libro nella prima edizione, adesso che cercavo la forma di ottenere la nuova edizione del suo libro, trovo cuesta inmensa e tragica notizia, e aun debo ripetire: e vero???!!!.
Per tutti cuanti rimangono nello lavvoro, che avviamo la forza di continuare, e chiza dall ALTO, il Dott Bottos, ci auite
Jorge Espinoza
23.06.2004 Sono Caterina da Manfredonia, in provincia di Foggia, ho 15 anni ed ero una paziente del Dr. Michele Bottos.
In 12 anni lui mi ha aiutato a capire le mie difficoltà, ad accettare la carrozzina e nell'integrazione che da noi, nell'estremo sud, non è molto semplice da affrontare per una persona affetta da tetra paresi medio - grave.
MICHELE, ti ringrazio per tutto quello che hai fatto per me: l'ultima volta che ci siamo incontrati, il 26 Marzo 2004, per esempio, mi hai detto che dovevo operarmi ma comunque, con una carezza, mi hai tirato su di morale e per questo, e per avermi dato autonomia e soprattutto voglia di vivere con il tuo carattere e con i vari ausili ti ringrazio.
Ti porgo il mio ultimo saluto e spero che il tuo spirito continui a vegliare sui di me e coloro che come me soffrono e soprattutto sui tuoi colleghi affinché continuino l'opera da te intrapresa occupandosi ancora del Centro Disabilità Neuromotorie Infantili. Provo un grande rammarico e condivido il dolore di coloro che gli erano accanto.
Ciao, Dr. MICHELE, il nostro angelo.
Caterina
17.06.2004 Ciao Michele, non riesco a capacitarmi che non sei più fra noi. E' ancora troppo forte il dolore per la tua scomparsa. Il pugno nello stomaco che ho avvertito la sera di quel fatidico sabato al momento della notizia, lo sento ancora ogni volta che mi torni in mente. Ed accade spessissimo. D'altronde, sono tanti i momenti che abbiamo condiviso. Mi manchi. Ci manchi. Ci manca la tua grande competenza, il tuo grande apporto professionale, la tua disponibilità, il tuo sorriso, la tua amicizia, la tua "iperattività" che qualche volta ci ha fatto dire: "Stai fermo un secondo!" E, mi convinco sempre più che nulla accade per caso.
"Non la vuoi una mia dedica?" hai detto l'ultima volta che ci siamo visti quando mi hai sorpresa con il tuo libro in mano, quasi sapessi che doveva essere l'ultima volta che ci incontravamo. Conservo quel libro e quella dedica come una reliquia, e mi auguro che da lassù tu possa continuare a guidare i passi del vivere professionale di tutti noi che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti. E siamo davvero tanti!
Ciao, Concetta
11.06.2004 Ciao Michele, sono la mamma di Davide, ho voglia anche io di scriverti, ...
... è da tempo che cammino per trovare la strada, la tua morte mi sta facendo riflettere ancora di più sul mio percorso...
Spesso entro nel diario delle testimonianze e leggo i tanti messaggi di chi ti ha conosciuto, mi emoziona, ed è da troppo tempo che, chiusa in me stessa, non vivo emozioni...
Ti ricordo di fretta, in incontri veloci che però, nel ripensarli, assumono nuovi significati. Mi piaceva quando rivolto a mio figlio dicevi: "Davidino...", e partiva una carezza.
Anche lui fa parte dei tanti fortunati che hanno goduto delle tue attenzioni e, sono sicura, come genitore, non dovrò sforzarmi molto a cercare quando avrò bisogno di nominare una persona, da portargli come esempio... da seguire.
Mi dispiace per Elia e per tutta la tua famiglia oltre che per tutti quelli che avrebbero ancora bisogno di te.
E per favore, se puoi, di tanto in tanto, manda ancora un saluto e una carezza a Davidino, e non solo a lui... se puoi...
Ciao, Gabriella
06.06.2004 Vai, Michele, e che la Forza sia con te!
Franco
04.06.2004 Lanciano (CH) 4/06/2004
E’ ancora incredibile: M.Bottos non c’è più! E tutto il “moto” di proposte, progetti, soluzioni riabilitative?……….. e tutta la vita di tanti, che alimentavano e si alimentavano a quel “vulcano” di ricchezza professionale ed umana?
M.Bottos era sempre così “disarmato” e “disarmante”: quando chiedeva impegno serio a noi operatori; ma anche quando credeva fino in fondo nei suoi bambini con disabilità, nelle loro famiglie, nei terapisti e negli altri professionisti della Riabilitazione Infantile con cui collaborava.
Perciò grazie, grazie a te Michele: da Iesolo ’92 a Lanciano 2003, per tutto il percorso di formazione, disseminato a fiumi ed a piccoli rivoli.
Ma grazie, anche ai tanti professionisti della Riabilitazione, di volta in volta tuoi compagni di viaggio, da Mestre a Padova, da Sondalo a Bologna, che da te coinvolti, in tutti questi anni, sono divenuti nostri preziosi formatori, nonché amici!
Ora, siamo orfani di un “grande maestro”, ma anche di un imprevedibile piccolo-grande amico.
Sei stato un grande dono del Cielo, ma ci manchi davvero!
Rosita
03.06.2004 Ho visto che Lucia il 27.5, ha inserito un post in cui fra i molti ricordi preziosi parlava della simpatia del dottore per Che Guevara. E' di attualità in questo periodo per il film "I diari della motocicletta". Ho conosciuto 2 anni fa Granado, l'amico del Che, nonché protagonista del film dove appunto viene raccontato il famoso viaggio che che ha creato nei due amici tanta sensibilità sociale per la condizione dei lavoratori, delle persone in difficoltà, degli ammalati.
Granado ha ospitato Milvia, una ragazzina disabile che ho accompagnato a Cuba per riabilitazione.
Vi invio questa memoria di viaggio. Non riguarda Michele, ma quel mondo della sofferenza e della socialità che ho conosciuto con Milvia e con quanti attendono risposte "integrali", come persone, non solo come disabili.
E' molto lunga, ma ve la invio lo stesso per quanti condividevano col dottore il suo sentire sociale.
Un cordiale saluto,
Leda Cossu, Mestre
27.05.2004 Salve, sono Francesco da Ravenna, 26 anni tetraplegico sin dalla nascita, affetto da paralisi cerebrale infantile. Ero paziente del caro Dottor Bottos.
Ancora oggi, a poco più di un mese dalla sua scomparsa, nell'arco delle giornate visito il vostro sito a suo ricordo, leggo le testimonianze spero, quasi assurdamente, che quanto accaduto non sia vero, sia solo frutto di un bruttissimo incubo da cui potersi svegliare...
Sì, perchè Michele, prima che un medico straordinario era una persona eccezionale dal punto di vista umano, con straordinarie capacità comunicative, in grado di costruire una fitta rete di profonde e sane relazioni umane tra le persone, i colleghi, i pazienti.
Siamo venuti a Bologna anche assieme al Dott. Gaudenzi al vostro Centro, adesso, siccome lavoro alla Neuropsichiatria Infantile come tirocinante impiegato, ci chiediamo spesso a chi poterci rivolgere sia per me che per tutti quei bambini affetti da paralisi cerebrale infantile che erano stati indirizzati da voi.
So che non tutti i fisiatri sono competenti in questa materia, in Italia mi è sempre stato detto che le persone capaci in quel campo sono sempre stati Michele e Ferrari di Reggio Emilia (con lui non ho avuto una esperienza positiva da bambino).
So che il Dottor Bottos lavorava in equipe e che vi sono alcuni medici suoi allievi che stanno continuando a gestire temporaneamente il Centro.
Il Sig. Roberto mi ha detto ieri che in autunno avrete un nuovo responsabile, certo sarà impossibile sostituire Michele, spero possa essere comunque qualcuno che condivideva la sua filosofia, così da poter imprimere, come dire, un'impronta di continuità, mi auguro possa essere una scelta mirata da parte dell'ASL, del resto deve essere per forza così se, come ho letto, volete continuare l'imponente opera iniziata da Michele in campo riabilitativo.
Il Dott Gaudenzi mi ha detto che chiamerà Roberto per chiedere informazioni così da avere le idee più chiare, io e tutte le famiglie di Ravenna che hanno i bambini in cura da voi seguiti da Michele speriamo di poter comunque continuare a fruire in futuro della vostra consulenza.
Un caro saluto a tutti, in particolare a Lucia Sciuto.
Francesco
27.05.2004 Un lunedì di Settembre – anno 1994 - Servizio Territoriale per adulti/anziani- Distretto Navile.
Eravamo in attesa dell’arrivo del nuovo Primario: uno sconosciuto, per la maggior parte di noi dell’équipe di Riabilitazione. Per ingannare il tempo raccontavo ai miei colleghi che di lui avevo letto alcuni libri, presenti nella Biblioteca della Scuola Per Terapisti dell’Ospedale Sant’Orsola e ricordavo un intervento al Convegno Annuale SIMFER di Ferrara di qualche anno prima: aveva una piccola corte di fans che lo applaudirono. Mi aveva colpito il suo calore, la passione che traspariva dalle sue parole ...ed il fatto che parlando non stava fermo un attimo.
Tuttavia non lo riconobbi quando mi si parò davanti, la pelle bruciata dal sole, la barba folta, in shorts e sandali. La prima impressione fu di una figura ieratica, un frate moderno, dalla parlata velocissima e l’accento inconfondibilmente veneto. Questo, dunque , fu il primo incontro ufficiale con Michele Bottos, giovane primario di Riabilitazione, dalle molteplici esperienze, ma con una chiara, inequivocabile vocazione per l’ambito pediatrico. Con poche pennellate ci disegnò i progetti e ci fece intravedere il prossimo futuro del nostro Servizio, partendo dalla formazione per arrivare alle attività di consulenza per l’autonomia, passando per la riorganizzazione delle attività correnti e dei ruoli..
Uno dei primi provvedimenti fu quello di appendere nel suo studio una gigantografia di Che Guevara che parlava di forza e di tenerezza, così come parlava di Pace la bandiera arcobaleno di qualche anno dopo.
L’incontro con Michele fu un momento topico nella mia vita, da allora infatti fui travolta, connivente e consapevole, in mille nuove iniziative, oserei dire avventure, perché tutto quel che Michele faceva ne assumeva il sapore.
Ha avuto la capacità di leggere in molti suoi collaboratori, me compresa, la stessa passione che lo animava, la passione per il lavoro ben fatto e la tensione al continuo miglioramento. La ricerca diventava con lui un metodo di lavoro e poco importava se le forze fossero poche ed i mezzi quasi inesistenti: si andava avanti nonostante tutto.
Così nacque anche il Centro per le Disabilità Neuromotorie Infantili, il cui organico inizialmente era composto da Michele stesso, da Roberto Comaglio, il nostro caro segretario conteso/condiviso con il Centro Ausili Tecnologici e dalla sottoscritta, fisioterapista da lunga data.
La realizzazione di questo obiettivo è stata possibile, nonostante le condizioni veramente precarie di personale e spazi, grazie alla capacità di ascolto e la lungimiranza della Direzione Generale e di alcuni dirigenti del Distretto, in primis il dott. Marostica e la leale e fraterna collaborazione dell’ing. Claudio Bitelli, dell’équipe da lui coordinata e dall’AIAS bolognese diretta dalla dott.ssa Lenzi.
Da questi rapporti, allargati al Centro per le Disabilità Linguistiche e Cognitive, allora sotto la direzione del dott. Giacomo Stella, si è consolidato un modo di agire riabilitativo comune per cui è sembrato naturale aderire al nuovo progetto del Polo Multifunzionale la cui espressione compiuta è stata prevista nel progetto di "Corte Roncati".
Anche in questa occasione quanta passione e quanto impegno profusi da Michele per collaborare al progetto sia nei contenuti sia nella progettazione della struttura…Corte Roncati ha rappresentato un punto di arrivo, quasi una sorta di Terra promessa alla quale rimandare la soluzione di molti problemi.
“Michele, non ce la faccio più a fare le prove con la carrozzina elettrica, nel corridoio non c’è abbastanza spazio, non so dove trovare una salita ed una discesa per addestrare i bimbi...” di questo tenore erano pressappoco le giornaliere lamentele delle sue fisioterapiste Luisa ed Annalisa, aumentate nel frattempo di numero ma sempre con poche ore a disposizione.
“Lo sapete, a Corte Roncati abbiamo progettato un percorso per le carrozzine, nel frattempo chiederemo più spazio, ve lo prometto…”
Michele però non vedrà realizzato questo sogno e ciò amareggia tutti quelli che gli hanno voluto bene e hanno condiviso il suo impegno, ma rafforza la volontà nel volerlo compiere, anche in suo nome: glielo dobbiamo.
Michele è stato un grande maestro ma non ha avuto abbastanza tempo per fare tutto quel che avrebbe voluto e di cui tutti noi avremmo avuto bisogno. Da tutte le Regioni italiane lamentano la sua mancanza in modo accorato i bimbi e le famiglie che ne hanno potuto apprezzare il valore professionale e la grande umanità. Lo rimpiangono i tanti allievi che ha entusiasmato e coinvolto in lezioni veramente interattive ed indimenticabili.
Ed io lo ricordo, sempre in movimento.
Lo rivedo fermo, tranquillo solo mentre prega il suo Dio tanto amato o tiene fra le braccia un essere umano di dolore, lo contiene e lo consola, parlandogli piano e catturandogli lo sguardo.
Ciao, Michele, ci manchi tanto
Lucia
27.05.2004 Continuo a non rendermene ben conto, ma avverto con certezza che la riabilitazione ha perso una mente, una personalità, un’umanità che si fa fatica a ritrovare in giro e che ha segnato la storia riabilitativa riguardo la Disabilità in questi ultimi decenni. Fatico ad accettare che si può morire così,…poi mi viene in mente lui da vivo, con il suo fare un po’ da bambino, il suo Amore per gli alti ideali, il suo stupirsi di fronte alle cose belle della natura e della vita, e capisco il perché del senso di rabbia e soprattutto di perdita che ha lasciato in tutti noi. Riguardo a questo sentimento, penso di parlare anche a nome di tutti i miei colleghi del servizio di Neuropsichiatria che l’hanno conosciuto…
Vi siamo vicini nel dolore che nel nostro piccolo condividiamo con chi lo amava, con chi lo ha conosciuto e con chi collaborava con lui.
Stefania Zanella (Servizio Neuropsichiatria di Asolo)
24.05.2004 Sono un paziente e mi chiamo Gianfranco. Ho saputo solo oggi della tua improvvisa scomparsa. Innanzitutto ti ringrazio per l'aiuto che mi hai dato quando ero piccolo, che non volevo accettare perché non potevo pensare di essere una persona disabile.
Invece tu mi hai fatto capire che anche tu sei una persona con delle difficoltà, e vedo che sei andato avanti lo stesso. Questo mi ha dato la forza di andare avanti nella vita con pazienza e volontà infinite.
Ci lasci un grande vuoto ma credo che anche se non ci sei più ci darai la forza per continuare nella vita, che si fa sempre più difficile. Come ti ripeto mi spiace che non ci sei più in questo mondo ma io credo che ci darai una mano lo stesso. Ho saputo che avevi quattro figli abbastanza giovani e questo mi addolora molto, anzi faccio le mie più profonde condoglianze alla tua famiglia. Ti ringrazio ancora una volta per tutto quello che hai fatto per noi disabili e seguirò sempre il tuo consiglio. Un grosso abbraccio.
Gianfranco
21.05.2004 Nel momento che più ne avresti bisogno, sono proprio le parole che ti mancano. Le parole per spiegare il grande vuoto che hai lasciato. Le parole che non hai avuto il tempo di dire.
E allora grazie, grazie per tutto quello che hai fatto per noi. Grazie per il grande esempio che ci hai dato e che noi ora cercheremo di seguire, perchè tu possa essere ancora con noi attraverso tutto quello che hai costruito e che non deve andare distrutto. Ciao dott. Bottos.
Alberto e Marco - Mestre
19.05.2004 Caro Micky, a te piaceva essere chiamato così perché era il tuo nomignolo quando eri bambino.
Quando mi fu proposto di venire a far parte del CDNIn, i miei vecchi colleghi mi ammonivano: “non andare a lavorare con Bottos perché ti farà impazzire”. Beh, non fu certo questo a farmi cambiare idea, accettai subito con entusiasmo perché mi piaceva l’idea di costruire insieme ad altri un progetto, che prevedeva mettere in strada bambini e aiutarli nell’autonomia della loro vita quotidiana.
Appena ho iniziato a lavorare con te per starti dietro ho dovuto camminare parecchio, correre direi, ma era bello arrivare poi insieme ai tanti traguardi raggiunti in questi anni.
Devo ringraziarti soprattutto per la grande fiducia e stima che riponevi in me, e questo mi ha sempre dato la forza di portare avanti le tue idee, rispettando anche le mie, al punto di cambiare parere se ritenevi valide le mie alternative.
Ho sempre davanti la tua espressione soddisfatta, in una lezione del Master durante un mio intervento sulla chirurgia funzionale, quel giorno ero molto emozionato ma alla fine anche tanto felice.
Adesso so esattamente cosa devo fare perché tu me lo hai insegnato benissimo dandomi sicurezza sul lavoro e ciò che mi aiuta a proseguire è la percezione della tua guida sicura che mi accompagna giornalmente durante le attività del Centro.
Michele, sono contento di averti conosciuto. Ti voglio bene. Ciao Amico.
Roby
19.05.2004 Ricordiamo con affetto, commozione e profonda stima il Dr. Michele Bottos, col quale abbiamo avuto il piacere di lavorare per la pubblicazione del suo libro sulle Paralisi Cerebrali Infantili.
Sempre in movimento, col suo passo agile e veloce, pieno di entusiasmo per il suo lavoro ed i suoi progetti, riusciva a coinvolgerti in tutte le sue iniziative con la sua grande umanità. Preso dai suoi mille impegni era capace di organizzare gli incontri alla stazione di Padova mentre, in arrivo da Bologna, stava andando a Venezia. Scendeva dal treno, consegnava il materiale e via.
Ci mancherà la sua voce, le tante telefonate ed e-mail, il suo impegno per organizzare i vari congressi e promuovere le sue idee e progetti professionali. Ma quello che più ricorderemo sono i sentimenti che lasciava trasparire quando parlava dei bambini che aveva in cura. Era molto professionale, ma allo stesso tempo molto umano. Tutti quelli che hanno conosciuto il Dr. Bottos lo possono senza dubbio testimoniare. Era sufficiente incontrarlo una volta e parlare con lui per capire che era una persona fuori dal comune.
Quando abbiamo saputo della sua morte siamo rimasti increduli, sgomenti e sinceramente commossi. Lo ricorderemo sempre con grande affetto.
Nicola Piccin, Massimo Piccin, Antonella Noventa e tutto il personale della Casa Editrice Piccin
18.05.2004 Vorremmo abbracciare, con lo stesso calore che il Dottore ha dato a noi, la famiglia ed i collaboratori di Michele Bottos. Aveva una dote rara: sapeva combinare professionalità ed umanità, sempre amorevole e paterno con la nostra Margherita e con chissà quanti altri bambini!!
Lo ricorderemo così, come l'abbiamo visto la prima volta: chino sulla nostra piccola di appena tre mesi, si prodigava in complimenti e giochi per catturarne l'attenzione e cancellarne le ansie per l'ennesima visita medica.
I genitori di Margherita
14.05.2004 I deeply regret the death of a dear friend Michel Bottos. It is a great lost to EACD and to the people with disability. Love to his family and colleagues. Kind regards
Maria Andrada - Lisbon Portugal
14.05.2004 Ricordano con affetto l'amico Michele Bottos stimato collega con il quale abbiamo condiviso il cammino di crescita professionale.
Marina Gremmo, Fiorenza Viscardi, Isa Blanchi, con tutto il personale dell'U.O. di Recupero Rieducazione Funzionale e Fisioterapia dell'Istituto G.Gaslini
12.05.2004 Michele. Conosciuto in una sola gita del CAI il 7 febbraio di quest’anno.
Poco dopo le presentazioni eravamo già in coppia entrambi un po’ ribelli alle (giuste) direttive degli accompagnatori. Io e lui giù per un ripido canale. Che risate e che emozione nella neve fresca stupenda! Forse a stare coi bambini si diventa bambini. Non ti preoccupare: finisco io di fare le gite che non hai fatto.
Nicola


Foto: Michele, Gruppo dei Sarentini (BZ) 7/2/04
12.05.2004 Michele, te ne sei andato troppo presto!
Avevi ancora molto da dire e da fare: pragmatico, sempre schietto, con la tua innata esuberanza ed allegria, sempre proiettato verso l'innovazione per creare un futuro migliore a tutte quelle creature che curavi con tanto amore e con tanta umiltà.
Ora ti immagino come una rondine che si libra alta nel cielo: il suo volo è elegante e conduce lontano!
E lontano potranno arrivare tutti i tuoi collaboratori e tutti coloro che hanno creduto nelle tue idee.
Potranno anche migliorarle, se lo vorranno veramente, sempre vegliati e protetti da quella rondine che dall'alto li guida verso traguardi lontani.
Lauretta Bellini, una madre che si commuove ogni volta che ti ricorda. - Ravenna
12.05.2004 Caro Michele,
sono trascorsi ormai diversi giorni dalla tua scomparsa e non ci siamo ancora rassegnate. Abbiamo sempre ammirato e condiviso la tua passione, il tuo fervore, il tuo modo di fare con i bambini e i genitori, la tua profonda convinzione in tutto ciò che facevi per raggiungere il massimo traguardo possibile per ogni bambino.
I genitori del nostro servizio che ti hanno conosciuto ti ricordano come medico unico e speciale!
Il tuo libro è sempre sul nostro tavolo, pronto a dare un consiglio, un suggerimento, una traccia di lavoro.
Grazie per la tua testimonianza, ti ricorderemo sempre
Anna, Carla, Elisabetta, Giuliana, Luisa, Patrizia , Rosita – Terapiste del Servizio di Riabilitazione di Padova
12.05.2004 Caro Michele, nel ricordarti, la nostra mente corre veloce e con profonda nostalgia ai tanti momenti trascorsi insieme durante il progetto di formazione in età evolutiva a Lanciano. Arrivavi con lo zaino sulle spalle e, spesso, con uno dei tuoi figli che ci affidavi, per poi immergerci e coinvolgerci in quella atmosfera surreale che solo tu sapevi creare. Ci hai affascinato con le tue idee innovative, le tue riflessioni filosofiche, i tuoi quesiti, la tua umanità nell'affrontare i "casi", le tue rivoluzionarie "valutazioni funzionali".
GRAZIE per averci fatto vivere la professionalità del medico in modo semplice, umile, inusuale e familiare; per averci coinvolto nella tua voglia di sperimentare ed applicare le tue idee che noi quotidianamente cerchiamo di mettere in atto. D'ora in poi ci mancherai come importante punto di riferimento e come uomo intelligente, stravagante.....UNICO.
Sarai sempre presente in noi....continueremo a percorrere il "sentiero" da te tracciato. CIAO.
Il gruppo di età evolutiva del centro San Stef.A.R. Lanciano
12.05.2004 Ho avuto la fortuna ed il privilegio che Il dottor Bottos fosse il consulente presso il servizio di riabilitazione di Rovigo ove ho lavorato per parecchi anni come fisioterapista. In questi anni ho cambiato posto di lavoro ed ho fatto molte esperienze, ma mai ho dimenticato il senso di modernità che mi ha insegnato nell'affrontare le problematiche, e neppure posso dimenticare il profondo rispetto che aveva verso i suoi collaboratori, i bambini e le loro famiglie.
Un grazie a Michele
Lalla
11.05.2004 Abbiamo ricevuto domenica 25 aprile alle 19.00 la telefonata da Roberto del Centro ausili disabilità neuromotorie che il dottor Bottos era scomparso. Dovevamo incontrarci la mattina dopo per togliere i gessi a Ilario che era stato operato il 1 di aprile. Siamo stati assaliti da una senso di smarrimento e di vuoto e pensavo che non poteva essere vero perché il dottor Bottos era una di quelle persone che pensi siano immortali tanta era la sicurezza che ti dava. Martedì 27 aprile siamo venuti lo stesso a Bologna e la sig.ra del bar davanti al centro vedendoci smarriti e ci ha detto "non doveva succedere è stata una grande perdita". Poi abbiamo iniziato a parlare del dottore e di ogni volta che vedeva Ilario e gli diceva "Eh Ilario certo che la tua Lazio non se la passa bene" ed Ilario rispondeva "anche la Fiorentina non è che sta molto meglio" ma poi si coalizzavano uniti contro la Juventus. Saremo sempre grati e riconoscenti al Dottor Bottos per quello cha ha fatto per Ilario, che ha camminato con lui. Nel 1997 quando ci siamo visti per la prima volta a Lanciano Ilario aveva 5 anni e non camminava, dopo quattro mesi dal primo intervento effettuato a Bologna nel novembre del 1998 ha camminato da solo. Grazie dottore per quello che ci hai dato in cortesia, umiltà e grandissima professionalità a tal riguardo vorrei portare una testimonianza diretta. Nel luglio del 2000 su insistenza di un mio amico di infanzia, chirurgo presso l'Ospedale San Martino di Genova in trasferta provvisoria ad Innsbruck abbiamo portato Ilario ad una visita presso una clinica di Hoch Zirl vicino Innsbruck diretta dal dott. Lèopold Saltuari specializzata in riabilitazione. Quando ha visitato Ilario ed ha visto le ferite degli interventi alle gambe ha detto: "dove l'avete in cura?" Noi abbiamo risposto a Bologna dal dottor Bottos. Lui ha risposto: "io non sono molto propenso in questa età agli interventi, ma devo riconoscere che hanno lavorato benissimo. Potete tranquillamente continuare così."
Un grandissimo abbraccio va alla moglie ed ai figli del dottor Bottos ed a Voi tutti del centro ausili sperando che l'opera iniziata dal dottore venga continuata perché siamo in tanti ad aver bisogno di Voi.
Ciao dottore resterei sempre nei nostri cuori.
Potete tenerci presente per qualsiasi iniziativa in ricordo del dottor Bottos.
Gabriele, Marilena e Ilario. - Villetta Barrea (AQ)
11.05.2004 Sono felice di questo bel sito per ricordare Michele. E’stato per me anzitutto un amico ed uno stimatissimo Collega. Condividevamo oltre alla passione per il nostro lavoro anche il grande amore per la montagna. Voglio approfittare per inviare un abbraccio affettuoso alla famiglia ed ai Collaboratori e amici. Coraggio!
dott.ssa Cristina Smiderle
Direttore Struttura Complessa di Medicina Fisica e Riabilitazione - Ospedale di Bassano del Grappa
10.05.2004 Non è facile stare nelle stanze del nostro C.D.N.In. e non sentire la voce del Dottore che ci chiama da una stanza all'altra, non sentire il rumore del suo passo veloce, non sentire il suo picchiettare sui tasti del portatile...tutto sembra irreale, sospeso...
Se penso a tutto il percorso fatto insieme a lui, per la mia carriera professionale, ora mi sento persa...mi manca il suo fascino di docente preparatissimo e piuttosto originale, la sua genialità nel portare avanti mille progetti, la sua capacità di avere sempre una risposta sincera,...e soprattutto la sua testardaggine nell'incitarmi a fare, a capire, ad approfondire.
Fortunatamente grazie a lui ho conosciuto tante persone, tanti colleghi e tanti amici-pazienti con cui ora posso condividere i migliori ricordi e continuare sulla strada tracciata insieme.
Dottor Bottos, (io l'ho sempre chiamato così, e non ho mai usato il TU) penso non potrò mai ringraziarla abbastanza per tutto ciò che mi ha insegnato, ma sono certa che il Signore saprà ricompensarla nel Suo immenso Amore.
Continui sempre a vegliare sulla sua famiglia, su tutti i suoi pazienti e su tutti noi colleghi.
Annalisa
10.05.2004 Dear friends and colleagues at the Centro Disabilità Neuromotorie Infantili,
We have received the incomprehensible news that Dr Michele Bottos has died during a mountain excursion two weeks ago. We feel a deep sorrow to hear that Dr Bottos, whom we met during a three days study visit in Bologna to your center last November, will no longer be able to go on with his mission to support the lives of disabled children and their families. The way he was carrying out this support was done in such an empathetic and skilful way, with a wonderful understanding of the needs of the children and young persons with disability.
We would like to convey to you, his friends and colleagues, and to his family, our deepest expression of sorrow and compassion for your loss. Although we met with Michele Bottos for only a short time he made a deep impression in our minds and we learned a lot from him.
Yours sincerely
Gunnel Israelsson, Anna Mellgren, Gunilla Wesselmark, Ulla Wåhlström-Ahotupa, Ann-Louise Åström, physiotherapists at Liljeholmens Habilitation Center in Stockholm, Sweden
10.05.2004 Ho già scritto un messaggio da qualche giorno, sono Francesco da Ravenna, paziente di Michele.
Voglio mandare a tutto il personale del Centro per le Disabilità Neuromotorie Infantili e dell'Ausilioteca, tutto il mio incoraggiamento e sostegno morale, per quello che può servire, affinché possano trovare la forza e la migliore ispirazione possibile volte a proseguire l'importantissimo lavoro iniziato da Michele, senz'altro lui vorrebbe questo ora. Forza ragazzi!!!
Con tanto e sincero affetto,
Francesco
07.05.2004 I cannot express the depth of my sadness at the news of Michele's premature death. What a loss to all of us who knew him and what a loss to the whole world. The world is a poorer place today without Michele. To you, Emma, and to all his children and his to mother, on my own behalf and on behalf of my wife and family, we offer our deepest condolences.
I first met Michele back in the early 1980s when he came to Children's Hospital in Boston to learn the Neonatal Behavioral Assessment Scale from me. Even then I realised that Michele was a unique human being. As an Irishman, I had a natural affinity for Italy and Michele embodied all the warmth and passion of Italy, so that my family and I loved his company from the beginning. His idealism and his passion for ideas were infectious. With Michele, the conversation flowed from Liam Brady's football skills to the writings of Thomas of Acquin, to the differences between neurological and behavioral approaches to working with infants, to debates about politics, the Catholic Church and warm discussions about the meaning of family. He was always searching for clarity and new meanings, anything to make the world a better place. His motto might well have been that of Horace, Nihil humanum a me alienum puto.
Michele invited me to speak at the Conference in Riva del Garda and Padua in 1987. He also invited me to stay with himself and his mother in their house in Venice. There I also met his Aunt Bertha. It was an unforgettable visit for me. I can remember it all so vividly even today. It was not just the beauty of Venice that I remember but what I remember most was Michele's pride in sharing the city he loved so well with me. I remember sailing across the lagoon to Murano and Burano in his small boat, dodging big ships and singing all the way, Michele at the helm. Nor can I forget his mother's hospitality and kindness. I am deeply grateful to Michele and is mother for such a rich memory.
In his professional life, as all of us know, who were privileged to know and work with him, Michele was committed as few others to making the world a better place for children with special needs.
I miss him and so does my wife, Una, and my daughter Aoife and my son David. He stayed with us a few years ago when he came here to Boston and even today we speak about him with a sense of delight. He was an unforgettable man, larger than life in many ways, a great human being. I feel privileged to have known him and to be called his friend.
We would like to offer our sincere sympathy to Emma and his four children and to his dear mother.
Ar dheis De go raibh an anam. (translated from the Irish, it means, may he sit at God's right hand).
Sincerely,
J. Kevin Nugent, Director, the Brazelton Institute, Children's Hospital, Boston (USA).
07.05.2004 Ti ringrazio, Michele.
Grazie per avermi onorato della tua stima.
Grazie per avermi allietato con la tua amicizia esuberante, coinvolgente.
Nel tuo lavoro sei stato un grande, lo confermano le testimonianze che giungono in questi giorni. Ma la tua principale grandezza è stata la costante attenzione alle persone piuttosto che al loro ruolo. Così è stato per i pazienti, così per i colleghi e per gli amici.
E anche per te stesso; nel tuo agire, anche professionale, traspariva sempre il Michele vero: espansivo, generoso, problematico, il Michele alla continua ricerca del meglio, della verità, di Dio.
Addio, anzi arrivederci.
Antonio Meo
07.05.2004 Partecipiamo al vostro dolore in questa terribile disgrazia.
Famiglia di Annalisa P.
07.05.2004 Ho conosciuto Michele a Rovigo all'inizio degli anni '80 partecipando corso Bobath da lui organizzato.
Sono rimasto immediatamente colpito dalla sua determinazione che, assieme all' umanità e competenza ne hanno fatto la persona che tutti abbiamo amato e apprezzato.
In tutti questi anni eravamo rimasti in contatto, gli ho chiesto consulenze per diversi bambini ed ogni volta il risultato era incoraggiante perché sapeva offrire soluzioni e strategie per qualsiasi situazione.
Ciò che lo rendeva unico era il grande pragmatismo e la passione con cui applicava le sue idee e proposte in campo riabilitativo.
Ha dato molto ed indubbiamente avrebbe potuto dare ancora tanto altro. Ci mancherà tantissimo, grazie di tutto Michele!!
Io e tutti i colleghi partecipiamo al fortissimo dolore per la sua prematura perdita, ci stringiamo intorno alla sua famiglia con sincero affetto.
Giovanni Gaudenzi e i colleghi del M.O. Neuropsichiatria Infantile di Ravenna Bruno Frattini e Valeria Savoia
07.05.2004 Qui oggi c'è il sole, ma tu hai la Luce attorno a te.
Ciao Michele, anche i pochi incontri fugaci e veloci , dovuti agli impegni comuni dei nostri figli, sono bastati a lasciar trasparire la tua grandezza d'animo. Sei una persona speciale.
Un abbraccio alla tua famiglia.
Antonella
07.05.2004 Mi sembra ancora impossibile quello che ieri sera ho saputo. Ci siamo visti solo una volta, abbiamo cenato assieme, e la gioia che emanavi si è manifestata subito. Abbiamo parlato per tutta la sera, di come siamo venuti ad abitare a Bologna, di tante altre cose. Ciao Michele!
Giancarlo B.
07.05.2004 Un caro abbraccio a un dottore Amico che ci ha lasciato, ma che ci ha insegnato che i nostri figli non importa che corrono, l importante è vivere. grazie di cuore Michele.
Massimiliano Forcione
06.05.2004 Ci uniamo alla commossa partecipazione al dolore per l' improvvisa scomparsa del dott. Michele Bottos. Lo ricorderemo sempre per la dedizione, la passione e l' umanità con cui ha assistito nostro figlio Federico.
Alessandro Chiarini e famiglia
05.05.2004 Carissimo Michele,
faccio molta fatica a pensarti lontano dal nostro qui ed ora. In questi giorni sono andato più volte nel tuo ambulatorio, col cuore gonfio e il fiato sospeso di fronte a quell'atmosfera irreale, alla forza pulsante della tua presenza, silenziosa, da quando hai spiccato il volo. Hai fatto cosa grandi, a te devo molto, per avermi coinvolto in molte avventure e per gli anni di quotidianità lavorativa mai semplice e scontata, in via Giorgione e di corsa per l’Italia. Grazie per la tua indomabile energia, per la tua insaziabile voglia di sperimentare e di comunicare le tue scoperte, per il tuo intuito che non faceva certo di te un “politico”, ma un formidabile trascinatore culturale, sempre avanti, a tutti i costi... Grazie, Michele, per la tua la generosità disordinata e creativa, per la tua voglia di prendere a cuore, ma soprattutto per la tua profonda umiltà e la tua umanità vera e partecipe.
Vola felice, gabbiano Michele, adesso che hai ali potenti: ti penso maestoso e sicuro, finalmente pacificato, nel cielo di luce dove presto o tardi ci incontreremo di nuovo, per scambiarci ancora battute e progetti... non è vero, Amico?
Claudio Bitelli
05.05.2004 Sabato 17 sei entrato in chiesa con lo zaino da montagna sulle spalle, e dentro il tuo piccolo, che ha solo pochi mesi più di mio figlio. In canonica hanno giocato insieme, e Costanza, tua figlia mi ha detto "lo sai che mio papà cura i bambini malati, è un pediatra famoso". Noi non abbiamo avuto tempo di conoscerti ma ti vogliamo ricordare così.
Un abbraccio a tutta la tua bellissima famiglia.
Turchese_99
04.05.2004 I would like to declare my condolence about the death of a cheerful and a friendly membership of EACD coordinator, Dr. Michele Bottos.
Mintaze Kerem, Turkey.
04.05.2004 Sono il papà di uno dei tanti piccoli angeli a cui il Dr. Bottos ha voluto tanto bene. Solo questa mattina ho appreso della sua tragica scomparsa, mi si è stretto il cuore, non nascondo che ho pianto.
Ho avuto la fortuna di conoscere un uomo eccezionale, nella sua piccola figura minuta, nella sua frenesia nel suo disordine ordinato ciò che ti colpiva era il suo grande cuore, la sua grande disponibilità la sua grande capacità di amare i nostri bambini come se fossero tutti figli suoi. Ho ancora davanti agli occhi l’ immagine del dottore che bacia sulla fronte mio figlio sfiorandolo con una carezza mentre con voce decisa gli dice: “….. Ma dai, che non ti ho fatto mica niente …..”.
A noi genitori caro Michele ai saputo infondere fiducia, forza e coraggio.
Rimarrai per sempre nei nostri cuori.
Raimondo F.
04.05.2004 We were all extremely sad and shocked to hear of the death of Michele Bottos. He was a man of great enthusiasm and drive who has run several meetings which were important to the European Academy of Childhood Disability. He was also an extremely hospitable man whom I personally got to know very well and I feel extremely sad for his wife and family at this time. We also send our condolences from the Wolfson Centre at this time.
Institute of child healt - University College London - UK
04.05.2004 A febbraio ci eravamo incontrati per presentare, nel corso di un Convegno, il Tuo ultimo libro "Paralisi Cerebrale Infantile, dalla guarigione all'autonomia"; ci eravamo salutati con un arrivederci......, come sempre, per riprendere a fare tutto ciò che nella quotidianità è necessario per migliorare la qualità di vita di quei bambini e ragazzi che da anni seguiamo nel nostro lavoro.
Purtroppo, incredibilmente, il destino ha voluto stravolgere tutto; con cinismo Ti ha strappato ai Tuoi cari e a tutti noi, ma soprattutto ha rubato, a quanti ne avevano bisogno, una speranza in più.
Ci mancherai, Dr Bottos; Tu che in vita ci hai insegnato ad amare la riabilitazione, nel Tuo ricordo aiutaci a difenderla.
Il Tuo amico, Salvatore Pignatelli e tutti gli Operatori della Riabilitazione dell'Età Evolutiva della ASL di Taranto.
04.05.2004 Grazie a Michele si è creata una fitta rete di relazioni umane che io mi auguro resista a questo dolorosissimo lutto. Sono una fisioterapista e mi occupo di riabilitazione dell'età evolutiva e a Michele devo molto. Lui ha amato i bambini,la sua famiglia, la sua professione e tutti noi con grande generosità, onestà, umiltà e senza pregiudizi.
La sua grinta e la sua voglia di vivere spero che riescano a contagiarmi anche in questo momento in cui i sentimenti dominanti sono il dolore, la solitudine ed un grande senso di vuoto.
Cercherò di continuare a lottare contro il pregiudizio e a promuovere un pensiero di pace e libertà.
Un abbraccio forte a tutti ed in particolare ad Emma, Giacomo, Costanza, Elia e Francesco.
Monica da Pinerolo
04.05.2004 Tu lo conoscevi il dr. Michele Bottos? E’ morto pochi giorni fa, in montagna, durante un’escursione.
“Si, eravamo amici, anche l’amore per la montagna ci legava”, mi risponde così la dr.ssa Cecchetto, ”L’ultima volta che l’ho visto faceva un risotto eccezionale con gli scampi… e fra un mestolo e una pentola organizzava un convegno sulla riabilitazione infantile e sceglieva le diapositive per un’altra iniziativa. Ha frequentato il Liceo Marco Polo, a Venezia. Il papà era Pneumologo, direttore dell’Ospedale di Sacca Sessola. Pediatra e grande esperto nelle disabilità neuromotorie infantili. Innovatore, promuoveva convegni internazionali sul tema, un Centro multidisciplinare, insegnava… soprattutto aveva un rapporto speciale con i bambini. Abitava a Bologna dove era Responsabile della Riabilitazione per essere vicino all’anziana madre, era sposato, con 4 figli. C’è un sito in suo nome, per continuare i suoi progetti: www.ausilioteca.org/michelebottos
“E’ una leggenda”, mi ripete più volte una bravissima operatrice della riabilitazione. “Si occupava di gravi patologie infantili, soprattutto paralisi e deficit cerebrali. Determinato a trovare soluzioni. Ha rappresentato a Mestre il settore infantile della neonata Riabilitazione”
Era anche un pacifista convinto. Viveva il suo impegno civile anche all’esterno dell’ambito professionale. C’è un’e-mail a suo nome per il Comitato Savena contro l’Elettrosmog.
Io l’ho conosciuto a Mestre anni fa. Visitava al distretto di via Cappuccina. Ha accompagnato me, come molte altre mamme, nella crescita di mio figlio. Laddove altri mi avrebbero cambiato la vita, lui mi ha rassicurata con competenza, umanità e semplicità, dandomi i consigli giusti. Il dr. Bottos non sedeva alla scrivania. Attivo, veloce… sapeva fermarsi concentrato accovacciandosi sulle ginocchia, osservando a lungo mio figlio, mettendosi alla sua altezza. E’ stato Responsabile a Padova per le disabilità neuromotorie infantili. Ricordo che in Neonatologia, nelle culle termiche, dove anche mio figlio ha abitato 45 giorni, lui ha portato un’umanissima innovazione: l’amaca. Per raccogliere ancora un poco, in un “ausilio-abbraccio”, i bimbi che per troppa fretta di nascere, o per bisogno di un occhio speciale, percepiscono la nostalgia dell’abbraccio materno. Grazie dottore.
Leda Cossu
04.05.2004 Vogliamo ricordare con grande affetto l'amico Michele Bottos che, in tanti anni di collaborazione, ci ha insegnato a crescere dal punto di vista professionale e umano dandoci una grande lezione morale e spirituale.
Siamo vicine con profondo cordoglio alla sua famiglia.
Camilla G.,Flavia C., Luisa P., Mara R., Renza B. - Servizio di Riabilitazione Infantile . USL Rovigo
04.05.2004 I was so sad to hear about the loss of Michele. I worked with him when he still lived in Venice and his enthusiasm, vitality, and joie de vivre made him a wonderful colleague and friend. My thoughts and prayers are with his wife and children.
M. Katherine Weinberg, Ph.D., Children's Hospital, Boston - USA
03.05.2004 Le nostre famiglie partecipano al grande dolore, della fam. Bottos e dei colleghi del centro, per la perdita del caro Dott. Michele Bottos.
Per i nostri figli Vera e Manuel, ricordarlo nei cuori, darà loro la forza per continuare il cammino nel corso della vita.
Sentite condoglianze
Fam. Ü. e Fam. B. - Lana (BZ)
03.05.2004 Ero all'estero ed al ritorno ho appreso la notizia dell'incidente avvenuto a Michele, credo che Lui sia ancora fra noi, il ricordo indelebile della sua umanità, simpatia, capacità professionale e coraggio nel difendere e portare avanti le proprie idee ci accompagnerà per sempre e rimarrà nei nostri cuori.
Mario A.
03.05.2004 Michele was an exciting and contributive colleague. He never took anything for granted. He was always searching for better answers than we had. He loved children. He loved his work. He loved his family.
I met him and his wonderful mother in Venice 20 years ago. I was captivated by Michele then and I miss his passionate approach to children.
Berry Brazelton
03.05.2004 E' un momento molto triste e delicato, appresa la notizia della perdita del grande Michele Bottos sentiamo il bisogno di unirci a tutti voi che avete avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con lui.
Abbiamo il desiderio di dirvi che è stato per noi un tassello importante per la nostra formazione e della nostra storia di vita nell'ambito della riabilitazione.
La sua grande umanità, la sua grande disponibilità verso gli altri ha lasciato un vuoto incolmabile.
Siamo certi che il suo grande esempio di professionalità e umanità rimarrà una guida per noi tutti, a continuare un percorso iniziato per aiutare gli altri. E' difficile pensare al nostro lavoro senza un punto di riferimento così importante.
Preghiamo per lui perchè possa continuare a guidarci sempre, a renderci artefici di nuove idee e progetti per migliorare la vita degli altri; preghiamo per la sua famiglia che a lungo ha sacrificato per il proprio lavoro.
A voi tutti un grande abbraccio affinché possiate continuare con la stessa passione e professionalità che vi ha sempre contraddistinto.
Con immenso affetto.
Il gruppo di Età evolutiva del Centro Ambulatoriale San.Stef.A.R. di Campobasso
03.05.2004 Alla moglie, ai figli ed ai colleghi e collaboratori di Michele Bottos Cari amici,
innanzitutto scusate la confusione nella intestazione e nell'indirizzo, ma non sapevamo in che altro modo inviare questa nostra lettera che abbiamo sentito il desiderio e la necessità di scrivere a tutti voi.
Siamo due dei tanti genitori che hanno avuto la fortuna di conoscere il Dott. Michele Bottos a cui ci siamo affidati a piene mani e con la più grande fiducia nelle cure a nostro figlio Marco.
L'abbiamo conosciuto quando era a Padova a lavorare, quando Marco era piccolo piccolo, e lui lo ha subito conquistato con la sua simpatia; abbiamo seguito poi le sue strade arrivando a Bologna per le ulteriori visite ed infine con l'operazione svoltasi nello scorso dicembre.
Sinceramente domenica, leggendo il giornale, abbiamo rifiutato di credere nella notizia che era apparsa, sperando in una omonimia o in un errore, ma sentendo che era soltanto una nostra illusione più che una speranza abbiamo pianto, guardandoci in viso abbiamo visto due lacrimoni scendere e con loro svanire tante nostre sicurezze, la fiducia, la certezza che c'era un amico che ci rassicurasse sul futuro di Marco; ci siamo sentiti più soli ed indifesi, e chissà quanti altri genitori come noi.
Non posso non ricordare il giorno dell'intervento, delle sue parole tranquillizzanti e rassicuranti sia per Marco che per noi, soprattutto non posso dimenticare che durante la notte, dopo l'operazione, si è presentato in ospedale per controllare la situazione in quanto il ragazzo di lamentava di aver male; per noi genitori un simile gesto è grandissimo, sentirsi protetti e rassicurati da una grande voglia di proseguire e combattere il problema che stai vivendo.
Certo il nostro dolore non può essere paragonato a quello della moglie o dei figli, la sua assenza sarà molto più grave per i suoi collaboratori, ma ora noi pensiamo anche a tutti i genitori che si sono affidati a lui, e soprattutto a quelli che non potranno più avere il suo aiuto ed i suoi consigli, a quei bambini che potevano avere dei benefici dati da una persona amica e simpatica, professionale e forte.
Non vogliamo essere soltanto retorici perché sarebbe facile dire tutto questo ora, ma lo sentiamo veramente, nel nostro cuore c'è un profondo dolore; vogliamo comunque ringraziare tutti voi perché riuscirete ad andare avanti anche con la certezza che quello che ha dato Michele a tutti noi resta in tanti cuori.
Dario, Ides e Marco - Belluno
02.05.2004 Lo avevo sentito solo poche ore prima per telefono. Stava salendo con gli sci ai piedi ed era felice.
La riabilitazione del bambino gli deve molto sul piano umano, scientifico e didattico, non solo in Italia.
Ci mancheranno la sua schietta amicizia e la sua incolmabile voglia di capire.
Con il cuore gonfio di tristezza
Adriano Ferrari
02.05.2004 Sono una terapista, lavoro come Michele da molti anni, e ho fatto un po' di strada con lui, mercoledì avrei dovuto sentirlo, e mi stavo preparando con entusiasmo, invece...
Un pensiero speciale alla sua famiglia.
Daniela
01.05.2004 Increduli per quanto successo partecipiamo al vostro dolore con l'affetto e la stima che ci univa al Dottor Bottos.
Famiglia G. - Almese (TO)
01.05.2004 Zaino sulle spalle, abbigliamento sportivo, una elevatissima grinta....
Ecco come mi è apparso Michele la prima volta che mi ha visitato a Ravenna nei primissimi anni '90.
Sono Francesco, affetto da tetraparesi spastica, dovuta probabilmente a grave prematuranza.
Allora avevo circa 13 anni, nutrivo e nutro tuttora una certa apprensione ogni volta che mi sottopongo a qualsiasi controllo medico, ma ricordo, come fosse ieri, il suo atteggiamento estremamente solare, radioso, stimolante, rassicurante.
Era un medico di grande competenza, sempre proiettato verso nuove tecniche riabilitative e con un grande amore verso i suoi pazienti: tutto questo, con grande, enorme umiltà.
Lo ricorderò per sempre e sia io che mia madre siamo vicini alla sua famiglia.
Apprezziamo la loro volontà di devolvere qualsiasi donazione per proseguire l'opera iniziata da Michele.
Questo non è da tutti!!
Con infinito affetto e indelebile ricordo,
Francesco e Lauretta
01.05.2004 Penso che tutti partecipanti del Master in Riabilitazione Pediatrica 2001-2002 organizzato da Michele Bottos a Bologna si siano resi conto della sua grandissima competenza e della fenomenale umanità e simpatia sia nel lavoro che nei rapporti interpersonali. Personalmente Michele mi ha trasmesso molto, mi ha fatto conoscere un bellissimo gruppo riabilitativo bolognese e non, e anche se io non sapevo proprio nulla, e a lui l'ho detto spesso, era una persona che ti metteva a tuo agio non te lo faceva pesare, lo riteneva una risorsa, faceva un sorriso e diceva "Beh Marco, è meglio, sei giovane e così hai meno pregiudizi e preconcetti!, l'importante non è questo ma verificare! a proposito come va a Padova? cosa mi racconti? Sono contento che ci sia qualcuno di Padova sai le mie origini…".
La sua cultura era elevatissima anche in termini filosofici e bastava ascoltarlo per rendersi conto che era una grande umanista e che, non a caso, era un “fan” anche delle opere di Thomas More (filosofo umanista, letterato, magistrato e Gran Cancelliere d’Inghilterra, nato nel 1480 a Londra) La validità delle sue pragmatiche idee nella pratica clinica continua a stimolarmi nella quotidianità e nella ricerca anche nei pazienti adulti e perciò sarei contento e sarei d’accordissimo se annualmente venisse organizzato un Convegno scientifico e non, dedicato all’applicazione del suo lavoro e delle sue idee. Ciao!
Marco F. Padova
30.04.2004 Apprendiamo ora della tragica e improvvisa dipartita del Dott. Bottos e porgiamo le più sincere condoglianze a tutti voi ed ai familiari ricordandolo per la sua professionalità ed umanità.
Lorenzo F. e famiglia - Siracusa
30.04.2004 Sentite condoglianze per la perdita del caro Dott. Bottos.
Famiglia Raffaele L. - S.Marzano
30.04.2004 Sono con voi. pensavo che sarebbe possibile organizzare qualcosa: un convegno nel suo nome e/o una borsa di studio per una tesi di medici specializzandi o terapisti sulle sue idee. Fatemi sapere qualcosa.
Silvano Boccardi
30.04.2004 Michele, con Francesco, Annarosa e Sofia, e tutto il popolo della pace (la seconda potenza mondiale).
Mario e Paola, Venezia


Manifestazione a Roma, 20 marzo 2004
30.04.2004 Miki, eri un grande uomo, un grande amico. Uno per cui mi sarei buttato nel fuoco. Lo stesso valeva per te. Sapevano di poter contare l’uno sull’altro. Da studenti abbiamo cominciato la nostra complicità, la nostra alleanza. Ma anche adesso quando gli impegni lavorativi e familiari erano ben maggiori, bastava una telefonata o un incontro casuale in una stazione per riprendere la vecchia intimità. Eravamo diversi, tu medico, io ingegnere, tu con la fede, sempre circondato da religiosi, io laico e anticlericale. I percorsi potevano essere diversi, ma di fondo i nostri obiettivi erano gli stessi. Eri sempre avanti, mi precedevi sempre: laurea, lavoro, matrimonio, figli. Ma non me la sono mai presa troppo. Questa volta invece, mi sono proprio arrabbiato. Ma poi, come sanno bene tutti quelli che ti sono stati vicini in questi anni, come si fa ad essere arrabbiati a lungo con te… Ti sia lieve la terra, Miki, grande amico mio.
Nani
30.04.2004 Michele was a wonderful colleague. We worked together on his neurobehavioral assessment and on his programs for improving the lives of children. His warmth and vitality permeated everything that he did and infused everyone around him. His death is a great loss to children and to each of us who were lucky enough to know him.
Ed Tronick, Professor of Pediatrics, Harvard Medical School
29.04.2004 Un ultimo abbraccio ad un piccolo grande Uomo maestro di tutti noi. Grazie Michele.
Distretto Sanitario 83 - ASL Napoli 5 - S.Giorgio a Cremano (NA)
29.04.2004 Alla famiglia e ai colleghi di Bologna sentite condoglianze.
Il gruppo dei fisioterapisti
Servizio Riabilitazione Funzionale - Azienda Ospedaliera Meyer - Firenze
29.04.2004 Sentivo Michele spesso alla radio, al programma Prima Pagina, che ascolto tutte le mattine mentre di corsa mi preparo per andare al lavoro. Mi faceva piacere sentirlo collegato al mondo di tutti i giorni, all'interno delle riflessioni fatte da cittadino e non da operatore sanitario.
Michele è intervenuto al programma 2-3 settimane fa, con un bellissimo intervento, preciso, e come sempre appassionato, sul valore dell'inserimento dei bambini disabili nella normale comunità scolastica. L'ho apprezzato molto, immaginando anche lui di corsa fra figli e caffé, ma lui che ha preso il tempo di telefonare, per dare un messaggio importante in risposta ai dubbi di un ascoltatore del giorno precedente.
"Devo mandargli un e-mail" mi promettevo, per dirgli quanto mi ha fatto piacere il suo intervento e ringraziarlo per la sua energia e dedizione al nostro lavoro.
Il messaggio non l'ho mandato e poi ho saputo domenica del suo incidente.
Sono addolorata dalla perdita di una brava persona e un bravo riabilitatore.
FT Adrienne Davidson
Responsabile Servizio Riabilitazione Funzionale - Azienda Ospedaliera Meyer - Firenze
29.04.2004 Desidero ringraziarvi tutti per la vostra presenza e per il modo semplice ed intenso con cui mi avete permesso di essere vicino a Michele. Ringrazio Costanza, Emma e i figli tutti per la straordinaria testimonianza di questa mattina. Vorrei dirvi che vi sono vicina in questo immenso dolore e nella preghiera.
Ho conosciuto Michele quando lavorava a Mestre, ero una giovane maestra elementare che lavorava con i bambini con handicap; e poi ho conosciuto, con mio marito Franco, Michele obiettore fiscale.
Mi sembra una bella idea continuare a sostenere le iniziative di Michele. Grazie.
Laura T.
29.04.2004 Caro Michele mi dispiace di non averti conosciuto, so che la mamma e Mario ti conoscono molto bene e anche mia zia Betti. Poi ho saputo che mia mamma ti aveva chiesto 2 giorni prima dell'accaduto se potevi vedermi, perchè mi sono presa una botta in testa cadendo dal letto a soppalco e mi hanno operato all'ospedale e mi hanno fatto 16-17 punti mi è dispiaciuto molto di non vederti e poi il giorno dell'accaduto non sapevo se piangere o ridere tanti saluti forti forti.
Vera M.
29.04.2004 Siamo profondamente addolorati per l'immatura scomparsa di Michele, si Michele perchè per mio figlio e per noi è stato un fratello maggiore oltre che un medico straordinario.
Addio Grande Uomo.
Nello F. , il suo papà la sua mamma e il suo piccolo fratello
29.04.2004 Si dice che ognuno di noi è necessario ma non è indispensabile. Crediamo che per Bottos questo non sia vero e che la sua professionalità e la sua qualità umana sarà insostituibile.
La sanità di questa regione è fatta di queste persone che ci hanno illuminato e stimolato sempre a far meglio. Ci mancherà. Ma mancherà soprattutto a voi che avevate la fortuna e il privilegio di averlo accanto tutti i giorni. Vi siamo vicini in questo momento di dolore ma forse il lavoro insieme vi aiuterà e ci aiuterà ad andare avanti come certo lui vorrebbe.
Con affetto
I colleghi della U.O. Neuropsichiatria Infantile e Riabilitazione dell'Età Evolutiva della AUSL di Cesena
28.04.2004 Partecipiamo al devastante dolore per la perdita del dott. Bottos con un abbraccio da tutti noi a tutti voi.
I soci dell'Associazione "Oltre i Limiti"
28.04.2004 Caro Michele.
Per tutti questi nove anni della mia vita, sei stato il mio punto di riferimento, le visite periodiche, i consigli, le preoccupazioni......
Bisognava sempre inseguirti, impegnato come eri, saltando da un bimbo all'altro.
Avevamo iniziato un percorso di autonomia che sicuramente sarà ripreso professionalmente da altri, ma che in termini di rapporto personale occorrerà del tempo.
Michele, avendo avuto la possibilità di conoscerti in questi anni e capire quanto amore avevi per i tuoi piccoli pazienti posso bene immaginare l'immenso vuoto che hai lasciato nella tua famiglia e sopratutto nei tuoi figli.
Sentitissime condoglianze alla famiglia Bottos e a tutto il personale medico e non del Centro Ausili
Mattia P. e famiglia
28.04.2004 Sono la mamma di un bimbo di 2 anni seguito dal dott. Bottos. Volevo esprimere alla sua famiglia e a tutti voi il dolore mio e di mio marito per l'improvvisa e tragica scomparsa del dott. Bottos.
Ho avuto modo di apprezzarne le doti professionali, la capacità e la, a volte dolorosa, franchezza. Ci mancherà.
Francesca P.  - Roma
28.04.2004 Vi sono vicina in questo momento di grande dolore che manifesta il sentimento di grande perdita per tutti noi di una persona, di un medico straordinario.
Maria L. - Terapista della Riabilitazione
28.04.2004 Partecipiamo al vostro dolore per la perdita di chi ha rappresentato per noi una guida nel nostro lavoro.
Operatori del Servizio Recupero e Riabilitazione Funzionale ASL 10 Pinerolo (TO)
28.04.2004 Profondamente addolorati per l'improvvisa perdita ci stringiamo a voi nel dolore.
I terapisti dell'Ospedale Maggiore (Bologna)
28.04.2004 Profondo cordoglio per la grande perdita del Dr. Bottos stimato amico e sostenitore dell'operato di Fisioterapisti.
AIFI Liguria e GIS Pediatrico Ligure
27.04.2004 Ricordiamo il Dr. Michele Bottos per la grande umanità  e professionalità profusa per aiutare F. partecipiamo al dolore della moglie e dei figli e dei collaboratori. Ci mancherà tanto.
Marco G. e Francesco C.
27.04.2004 Vi siamo vicini ricordando il Dr. Bottos per la sua umanità e competenza.
Le fisioterapiste e i fisioterapisti del gruppo riabilitazione pediatrica dell'Associazione Nazionale.
27.04.2004 Un piccolo paziente e i suoi genitori partecipano commossi al dolore della famiglia del Dr. Bottos e dei colleghi tutti.
Stefano M. e famiglia
27.04.2004 Siamo vicini al vostro dolore, un forte abbraccio a tutti.
Famiglia Giuseppe G.
27.04.2004 Il nostro saluto ad un uomo che resterà sempre nei nostri cuori ed in quello della nostra bambina per la sua grande umanità
Famiglia A.
27.04.2004 I would like to declaire my condolences about the death of our friendly and sincere colleague Dr. Michele Bottos.
Audrone Prasauskiene - Lithuania
27.04.2004 For those of us who only knew Michele through all too brief meetings at EACD it will be a great loss, so I extend my sincere sympathy to you who worked so closely with him, and must fel his loss so much more deeply.
Alison Salt - Paediatrician (EACD UK representative)
27.04.2004 Michele was a favourite of mine. He was a very engaged EACD member, always interested in the work, always inspiring new questions. He was in the EACD Committee from an early stage and as such together with the rest of the Committee did a marvellous work starting the EACD association. This year we are having the 16th Annual Meeting. He was an important member of EACD. I will miss him. We will miss him.
Anna Kågeson
27.04.2004 He was such a nice colleague, with plenty of energy, a lot of happiness and so friendly with every body.
I can understand very well his attachment to the mountains, and for sure we can think that until the last moment he did something he likes very much.
Christine Cans (SCPE Group)
27.04.2004 Partecipiamo con infinita commozione al vostro dolore per la perdita di Michele ricordandone le grandi doti umane e professionali.
Medici e fisioterapisti di Firenze e Dr. M.L. F.
27.04.2004 Profondo cordoglio ai collaboratori del compianto Dr. Bottos a nome di tutti i fisioterapisti Abruzzesi e di tutti coloro che in vita lo hanno amato e stimato, apprezzandone la profonda e solare umanità nonché le ineccepibili e qualificate doti professionali e comunicative.
Il presidente dell'A.I.FI. Abruzzo

| Torna alla pagina principale |